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12 percezioni illusorie che causano ansia e depressione

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Il mio interesse per la psicologia tradizionale Sufi è iniziato da giovanissimo. A quell’epoca mi dedicavo allo studio del rapporto della mente con la vita. Ma, più libri leggevo, più mi rendevo conto che la vera Sapienza non l’avrei mai trovata lì.

Iniziai quindi un lungo e faticoso viaggio di ricerca. Questo viaggio, non privo di sacrifici sia personali che economici, mi ha permesso di entrare in contatto con antiche tradizioni e conoscenze, molte delle quali si credevano perdute.

Feci scoperte a dir poco sconvolgenti. E, più cose scoprivo, più mi accorgevo di quanto la nostra strafottente società opulenta è in realtà schiava di illusioni e false sicurezze.

Il 90% delle comodità di cui ci circondiamo e delle attività che svolgiamo, ci servono solo per distrarci dalla nostra fragilità. Ci dedichiamo a percorsi spirituali “salottieri” per evitarci di affrontare la nostra immensa miseria interiore.

Crescendo ho compreso, ad un livello molto profondo, che tutto nel mondo è interconnesso, che le nostre percezioni di una realtà divisa sono veli di sogno e percezioni create dalla nostra mente perennemente irrequieta.

Comprendere l’incompletezza della medicina

La medicina occidentale trascura un aspetto essenziale dei “disturbi mente-corpo”, partendo dal presupposto che tutte le condizioni del corpo hanno una causa chimica.

Questo presupposto limitante, costringe i medici ad affrontare l’ansia e la depressione in modo non adeguato e incompleto. La medicina ufficiale ritiene che l’ansia e la depressione siano causate da uno squilibrio delle sostanze chimiche del cervello. In realtà è lo squilibrio chimico del cervello ad essere causato dall’ansia e dalla depressione. In altre parole; si confonde la causa con l’effetto.

Ci sono solo alcuni veri squilibri chimici mentali (la schizofrenia e il disturbo bipolare per esempio) che richiedono una seria prescrizione medica. Ma nel 90% dei casi in cui si parla di ansia o depressione, i farmaci possono essere sicuramente d’aiuto ma non saranno risolutivi.

In effetti, la depressione è una forma avanzata di ansia nei confronti della vita. E l’ansia stessa, ad eccezione di alcune atrofie cerebrali, è un disturbo cognitivo. In altre parole creiamo una percezione illusoria della realtà, assumendo i nostri schemi di pensiero negativi come “verità assolute” su noi stessi. Ad esempio: “Faccio schifo a socializzare” oppure “Ho sempre tanta sfortuna in tutto”.

Come si installa l’ansia

Queste osservazioni che facciamo su noi stessi, e che provengono da brutte esperienze, possono trasformarsi in regole inconsce automatiche che si ripercuotono sulle azioni quotidiane. La nostra mente inconscia è molto brava nell’automatizzare le cose per noi. Ad esempio, quando impariamo a guidare un’auto, presto il processo diventa “auto-pilotato”, grazie alle formidabili risorse dell’inconscio. Purtroppo, in modo simile, il nostro inconscio può imparare a ripetere automaticamente parole e credenze negative nella parte profonda della mente.

Qualunque cosa tu alimenti, il ​​tuo subconscio la trasformerà in una regola. Ecco perché, per invertire la tua ansia, devi essere molto consapevole delle informazioni negative illusorie che stai plasmando e alimentando.

Puoi percepire l’ansia come un sentimento, ma in realtà l’ansia è un pensiero. I tuoi pensieri sono la causa dell’ansia, la sensazione di ansia è il risultato. E per trattare i pensieri, tutto ciò che devi fare è imparare ad essere consapevole del tuo pensiero e a pensare correttamente. (Nota: quando dico pensare correttamente, non intendo in maniera omologata bensì costruttiva).

Come liberarsi dall’ansia

Una volta che ti rendi conto che l’ansia non è il risultato di sentimenti o sostanze chimiche ma dei pensieri automatici che crei, ciò ti dà la libertà e il controllo per cambiare il tuo pensiero.

Puoi aiutarti usando il tuo telefono o un pezzo di carta per creare un elenco di tutti i pensieri che hai e che causano l’ansia.

Di seguito sono riportati alcuni dei più comuni schemi di percezione inconscia che potresti incontrare:

1. Lettura del pensiero

A tutti noi piace credere di essere in grado di prevedere ciò che pensano le altre persone. Ma, il più delle volte, saltiamo semplicemente alle conclusioni credendo a ipotesi non vere.

Ti sei mai sorpreso a pensare: “Mi piace la poesia che ho scritto ma so che la gente la troverà stupida”, oppure “La mia insegnante non nota lo sforzo che ho fatto in quel saggio” o “I miei collaboratori pensano che sia pigro e che non so fare niente”?

Tutti questi pensieri sono solo una possibilità di un’infinità di pensieri, ma le nostre menti inconsce li confondono con dichiarazioni fattuali e creano i sentimenti appropriati di rabbia o risentimento.

Soluzione: invece di pensare in termini assoluti, riformula l’affermazione come una possibilità (” Potrebbero pensare …”). Potresti anche chiedere loro direttamente cosa ne pensano, o immaginare invece un’affermazione positiva che potrebbero avere su di te.

2. Narrazione del futuro

Questo è lo stesso della lettura della mente, solo che invece di prevedere i pensieri delle persone, crediamo di poter predire la vita stessa. “Non credo che otterrò quel lavoro”, “Probabilmente finirò per ultimo in gara”, “Oggi sarà una giornata orribile”. La tua mente inconscia lo prenderà come un fatto e avrà già quella visione, di solito attirandola.

Soluzione: chiediti consapevolmente: “So sinceramente che ciò accadrà? “ e “Quali prove ho avuto per verificare questo assunto? ”

3. Bianco e nero

Questo è uno dei più comuni schemi di pensiero negativo detto anche “quantificazione universale”. Ti capita mai di usare parole come “sempre“, “ogni” e “mai “? È un ottimo modo per trasmettere ad altre persone un’intensa esagerazione del tuo sentimento nei confronti di qualcosa. Ad esempio: “Mi innamoro sempre dell’uomo sbagliato”. Sfortunatamente, le nostre menti subconscie lo interpreteranno alla lettera trasformandolo in una generalizzazione.

Soluzione: analizza consapevolmente i pensieri che contengono termini come sempre, mai, tutti, ogni ecc. e chiediti se sono veri o no. Ad esempio, se ti ritrovi a pensare “A tutte le donne interessano solo i soldi”. Chiediti  “Sono davvero stato con tutte le donne della terra per poter sapere questa cosa?” Questo fa la differenza nel prevenire che il tuo subconscio agisca sui tuoi pensieri.

4. Filtro unilaterale

Ci sono momenti in cui qualcuno ti darà un sacco di incoraggiamenti per il tuo lavoro e anche alcune critiche per migliorare. Ma tutto ciò su cui ti concentrerai sarà la critica, ignorando incoraggiamenti e lodi. Più tardi ripenserai a quei momenti e ricorderai solo tutte le cose cattive che hai fatto e nessuna delle cose buone. Alla fine, il tuo narcisista negativo inconscio cercherà modi per riaffermare le sue insicurezze e la scarsa opinione di te stesso.

Soluzione: l’approccio migliore è essere obiettivi riguardo al feedback ricevuto. Dovresti prendere un feedback positivo e negativo insieme o respingerli entrambi, perché accettare le critiche significa anche che devi accettare i riconoscimenti.

5. Rifiuto a priori

Spesso, scoprirai che anche quando fai qualcosa di buono, sarai tu a rifiutare qualsiasi cosa realizzi, a respingerla del tutto, o a ridurla a pura coincidenza o fortuna. Ad esempio: “Ho segnato un goal ma nella squadra ci sono giocatori migliori di me“, oppure “E’ stato solo un colpo di fortuna“.

Soluzione: ripensa a tutti i grandi traguardi raggiunti, scrivili come elenco e leggili ad alta voce ogni volta che ti senti come se avessi qualche inadeguatezza.

6. Catastrofismo

Il catastrofismo è un sentimento basato su un pensiero irrazionale che qualcosa sia molto peggio di quello che è in realtà. Il catastrofismo può generalmente assumere due forme. La prima proviene da una situazione. Ad esempio, stai attraversando un brutto periodo al lavoro o in una relazione e, immediatamente, senti che tutto finirà male, che perderai il lavoro o interromperai la relazione. La seconda forma è prevedere che tutto andrà storto in base alle tue attuali prospettive negative.

Soluzione: usa l’auto-esplorazione e chiediti “Perché” stai percependo tutto in modo così negativo. Una volta che hai la risposta, chiediti obiettivamente: “Qual è il peggio che può succedere?”  È probabile che verrai licenziato? Se verrai licenziato, avrai l’opportunità di trovare un lavoro che ti piace di più?

7. Generalizzazione

Per essere più efficiente, la tua mente subconscia va sul “pilota automatico” per la maggior parte del tempo. Ecco perché il tempo sembrava più lungo quando eravamo bambini: da bambino vivevi molte cose per la prima volta ma, in seguito il tuo subconscio ha incasellato tutto in idee “generali”. Ad esempio: “Questa è una mela“, le sfumature e le sottigliezze non contano. Il tuo subconscio fa lo stesso con le brutte esperienze, “ E’ stato imbarazzante chiedere a quelle due ragazze di uscire, preferirei evitarlo in futuro.

Soluzione:   scrivere i tuoi pensieri è un ottimo modo per rendere la tua prospettiva più obiettiva. Chiediti “Le esperienze passate dovrebbero definire le esperienze future? ” Scrivi la risposta che ti viene in mente e quali prove hai a sostegno.

8. Identificazione

Siamo così inconsapevoli del nostro io autentico che iniziamo a trovare le nostre identità in posti sbagliati. Ad esempio, ci identifichiamo nelle decisioni e coi pensieri dei politici o nel modo in cui i nostri figli possono facilmente diventare riflessi di noi stessi.

Anche quando una ragazza dice: “Tutti gli uomini che incontro sono cretini“, iniziamo a chiederci:  “Sono io uno di questi cretini?” Il nostro istinto di autoconservazione inconscio prende piede e iniziamo a sentirci ansiosi.

Soluzione: diventa consapevole di ciò in cui ti identifichi, ad esempio le scelte sbagliate, opinioni, culture, sistemi di credenze o persino commenti di passaggio.

9. Incolpare

Il contrario dell’identificazione è quando incolpi gli altri per i tuoi problemi e difetti. Ma, attribuendo le responsabilità a loro, perdi il potere di cambiare. Inconsciamente senti che tutte queste cose brutte ti stanno accadendo, ma è colpa delle altre persone.

Soluzione:   prima di incolpare qualcun altro per qualche sfortuna nella tua vita, chiediti se potresti essere responsabile o in qualche modo coinvolto nel causare la situazione. È naturale voler evitare la colpa o il cambiamento, poiché la maggior parte di noi ha la sensazione di essere sempre nel giusto. Ma una volta che ti assumi la responsabilità dei tuoi problemi, ti senti potenziato perché puoi risolverli. Inoltre, l’ansia di credere che le cose cattive vengano fuori dal nulla, scompare.

10. Dovrebbe

Ogni volta che ti crei un ideale affermando: “Io dovrei essere più socievole”, oppure “Io dovrei essere più puntuale”, stai rendendo il tuo subconscio ansioso. Ciò che stai in realtà dicendo è che “devo essere in questo modo altrimenti la mia sopravvivenza è minacciata”. (L’inconscio non è in grado di capire i verbi al condizionale).

Soluzione: trasforma tutti i dovrei in vorrei o mi piacerebbe, ad esempio: “Mi piacerebbe migliorare la mia socialità o la puntualità”.

11. Etichette

L’etichettatura implica l’identificazione e la generalizzazione, ed è quando trovi una parola che riflette come ti senti e inizi a identificarti con essa. Ad esempio, se commetti qualche errore o hai qualche incidente in pubblico potresti dirti subito: ” Sono una persona così schifosa “, “che perdente!” oppure “Sono un deficiente”. Le etichette possono condizionarci a sentirci sempre in ansia, facendoci credere che siamo una cosa o l’altra.

Soluzione:  parlare ad alta voce consente al tuo subconscio di ascoltare le tue dichiarazioni – ecco perché le affermazioni positive funzionano così bene.   Ogni volta che ti accorgi consapevolmente di provare a etichettarti in un certo modo, correggiti ad alta voce affermando la verità; “Non sono sempre così, quindi dov’è la prova che sono un deficiente? È successo solo poche volte“.

12. Perfezionismo

Molte persone lottano con questo. Il perfezionismo sta giudicando la tua autostima in base al risultato delle tue azioni. Avvicinarsi alla vita con un atteggiamento perfezionistico è dire al proprio subconscio che “tutta la mia vita dipende da questo“. Le conseguenze sono stress e ansia, che contribuiscono a problemi di salute.

Soluzione:  per superare il perfezionismo, è necessario percorrere la strada della scoperta di sé, sapendo che non esiste una cosa come la perfezione, e che tutti possediamo esattamente lo stesso valore. Ed è naturale (e persino salutare) commettere errori di tanto in tanto .

***

È tempo che la medicina occidentale smetta di trattare qualsiasi problema che abbiamo come solo biologico anziché biologico + mentale. Intorpidire gli effetti collaterali di un problema con i farmaci senza cambiare la causa alla radice, è lo stesso che pensare che le pillole per la tosse curano il raffreddore quando in realtà stanno solo alleviando il disagio.

Non è un caso che nei paesi cosiddetti sviluppati questa mentalità non sia contestata. Quando le industrie farmaceutiche sono società private e di capitale, cos’altro ci si può aspettare se non un ciclo auto-perpetuante di malattia e diagnosi errate?

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