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Ombre e sensi di colpa fino alla terza e quarta generazione

Ombre e sensi di colpa fino alla terza e quarta generazione

Il cammino spirituale ci porta nell’inconscio dove incontriamo la nostra ombra, il nostro io rifiutato e non amato. In queste acque torbide incontriamo non solo la nostra oscurità personale, ma anche il nostro tenebroso retaggio familiare.

Ogni famiglia ha i suoi scheletri negli armadi, tenuti accuratamente nascosti alla coscienza. Essi diventano spesso potenti legami che tengono unita una famiglia con sensi di colpa condivisi o co-dipendenza. Questo legame di oscurità può durare per generazioni, come nel famoso detto “i peccati dei padri ricadranno sui figli fino alla terza e quarta generazione”.

In questa oscurità condivisa, i singoli membri della famiglia possono anche portare l’ombra degli altri. In particolare, i figli portano con sé l’ombra dei genitori, e questo è uno dei motivi per cui il rapporto tra nonni e nipoti è privo dei conflitti che dominano molte relazioni genitori-figli.

Un bambino cresce nell’atmosfera psichica dei suoi genitori. L’ombra repressa dei genitori domina questo brodo psichico e il bambino la “raccoglie” facilmente. Anche il genitore può inconsapevolmente proiettare la propria ombra sul bambino.

Per esempio, un mio cliente raccontava che il padre proveniva da un ambiente in cui un uomo non poteva mai esprimere i propri sentimenti. Amava profondamente la moglie, che morì quando il mio cliente aveva due anni. Non c’era posto per i suoi sentimenti, che esprimevano il lato femminile e più vulnerabile della sua natura.

È stato trent’anni dopo la morte della madre che il mio cliente ha scoperto che questi sentimenti repressi del padre si erano impiantati nella sua psiche. Fin dall’età di due anni aveva portato con se la sensibilità e la vulnerabilità dell’io femminile del padre.

Spezzare la catena

Di generazione in generazione questi schemi possono essere trasmessi nell’inconscio. Solo quando vengono accettati consapevolmente la catena si spezza, e allora non solo il futuro ma anche il passato viene guarito.

Un altro mio cliente ha ereditato un’ombra familiare che consisteva nel cercare sempre di dimostrare di non essere un fallimento. Era spinto dalla necessità di avere successo, ma il modello del fallimento era così forte che, proprio quando il successo sembrava imminente, qualcosa “andava storto” e il piano d’affari, il nuovo progetto, falliva.

Per molto tempo sperimentò una crescente disperazione, poiché si rese conto di essere intrappolato in uno schema che non riusciva a rompere. Ma alla fine la libertà arrivò non grazie al suo successo, ma grazie alla sua capacità di osservare questo schema, di guardare come si svolgeva sia nella vita di suo padre che nella sua.

La coscienza è una forza potente contro gli schemi psicologici che ci imprigionano. La sua luce entra nel mondo oscuro dell’ombra e lo trasforma. Siamo stati così condizionati a dare valore solo alle azioni che abbiamo dimenticato il potere dell’essere e dell’osservare.

Attraverso l’osservazione (muraqaba nella terminologia sufi), scrutando nella dinamica del suo modello familiare, si è liberato dalla spinta compulsiva che lo trascinava verso il successo e inevitabilmente verso il fallimento. Ha anche tolto la maledizione dalle spalle di suo padre. Ha sciolto una rete che era stata tessuta nel corso dei decenni.

La pecora nera

Portiamo il peso sia della nostra ombra personale che di quella familiare, oltre che dell’ombra più profonda e collettiva della nostra cultura. L’espressione “pecora nera della famiglia” riflette il fatto che spesso è sulle spalle di una sola persona che l’ombra familiare grava maggiormente. A causa del modo in cui funzionano le forze inconsce, di solito è il membro più sensibile della famiglia a portare l’ombra.

Essendo sensibile, la “pecora nera” è più facilmente soggetta alla pressione collettiva e si fa carico inconsciamente dell’oscuro segreto di famiglia. A un livello più profondo, può anche avere la responsabilità di voltarsi e guardare in faccia l’ombra familiare, trasformandola.

È colui che viene scacciato dal villaggio che spesso può portare la guarigione

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