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Patanjali Yoga Sutra 33 – 34 – 35 – 36 – 37

Tratto da:
Autore:
Commentatore: Rossano Sambo

33. La mente diventa tranquilla coltivando atteggiamenti  d’amicizia verso il felice, di compassione verso il miserabile, di gioia verso il virtuoso e indifferenza verso il male.

34. La mente diventa anche tranquilla espirando e ritenendo alternatamente il respiro.

35. Quando la meditazione produce percezioni straordinarie, la mente acquista fiducia e questo aiuta la perseveranza.

36. Oppure, medita sulla luce interiore che è serena, al di là del mondo terreno.

37. Anche, medita su qualcuno che ha trasceso i desideri.

Commento

LA MENTE DIVENTA TRANQUILLA COLTIVANDO GLI ATTEGGIAMENTI DELL’AMICIZIA VERSO IL FELICE, LA COMPASSIONE VERSO IL MISERABILE, LA GIOIA VERSO IL VIRTUOSO E L’INDIFFERENZA VERSO IL MALE.

Molte cose devono essere comprese prima che tu possa assimilare questo sutra. Innanzitutto, gli atteggiamenti naturali: ogni volta che vedi qualcuno felice, ti senti geloso – non felice, mai felice. Ti senti infelice. Questo è l’atteggiamento naturale, l’atteggiamento ordinario. E Patanjali dice che la mente diventa tranquilla coltivando atteggiamenti di amicizia verso i felici – molto difficile. Essere amichevoli con qualcuno che è felice è una delle cose più difficili della vita.

Potresti pensare che sia molto semplice. Non lo è! È esattamente il contrario. Ti senti geloso, ti senti infelice. Puoi mostrare felicità, ma è solo una facciata, una maschera. E come puoi essere felice? E come puoi essere tranquillo, silenzioso, se hai un tale atteggiamento?

Perché tutta la vita sta celebrando, milioni di felicità accadono in tutto l’universo, ma se hai un atteggiamento di gelosia, sarai miserabile, sarai in un inferno costante. E sarai all’inferno proprio perché dappertutto c’è il paradiso. Creerai un inferno per te – un inferno privato – perché l’intera esistenza sta celebrando.

Se qualcuno è felice, cosa ti viene in mente per prima cosa? – come se quella felicità ti fosse stata tolta, come se avesse vinto e tu fossi sconfitto, come se ti avesse tradito … La felicità non è una competizione, quindi non preoccuparti. Se qualcuno è felice, ciò non significa che non puoi essere felice, che hai preso la felicità . La felicità non è una scorta che può essere esaurita da persone felici.

Perché ti senti geloso? Se qualcuno è ricco, forse è difficile per te essere ricco perché le ricchezze esistono in quantità finita. Se qualcuno è potente in modo materiale, può essere difficile per te essere potente perché il potere è una competizione. Ma la felicità non è una competizione. La felicità esiste in quantità infinita. Nessuno è mai stato in grado di esaurirla; non c’è competizione. Se qualcuno è felice, perché ti senti geloso? E con la gelosia entra l’inferno in te.

Dice Patanjali, quando qualcuno è felice, sentiti felice, sentiti amichevole. Quindi apri anche una porta verso la felicità. In modo sottile, se riesci a sentirti amichevole con qualcuno che è felice, inizi immediatamente a condividere la sua felicità; è diventata anche tua – immediatamente! E la felicità non è qualcosa; non è materiale. Non è qualcosa a cui qualcuno può aggrapparsi. Puoi condividerla. Quando un fiore sboccia, puoi condividerlo; quando un uccello canta, puoi condividerlo; quando qualcuno è felice, puoi condividerlo. E il bello è che non dipende dalla sua condivisione. Dipende dalla tua partecipazione.

Se dipendesse dalla sua condivisione, allora sarebbe diverso. Potrebbe non piacere condividere. Ma questa non è affatto una domanda, non dipende dalla sua condivisione. Quando il sole sorge al mattino, puoi essere felice e il sole non può farci nulla. Non può impedirti di essere felice. Qualcuno è felice: puoi essere amichevole. È totalmente il tuo atteggiamento personale e nessuno può impedirti di condividerlo. Immediatamente apri una porta e anche la sua felicità scorre verso di te.

Questo è il segreto per creare un paradiso tutto intorno a te, e solo in cielo puoi essere tranquillo. Come puoi stare tranquillo nel fuoco dell’inferno? E nessuno lo sta creando: tu lo crei. Quindi la cosa fondamentale da capire è che ogni volta che c’è miseria, inferno, ne sei la causa. Non gettare mai la responsabilità su nessun altro perché quel lancio di responsabilità sta sfuggendo alla verità fondamentale.

Se sei infelice, solo tu – assolutamente solo tu – sei responsabile. Guarda dentro e trova la causa. E nessuno vuole essere infelice. Se riesci a trovare la causa dentro di te, puoi eliminarla. Nessuno ti ostacola per impedirtelo. Non c’è un ostacolo all’essere felici.

Ed essendo amichevole nei confronti delle persone felici, ti sintonizzi con la felicità. Stanno fiorendo; diventi amichevole. Potrebbero non essere amichevoli; questo non è un tuo problema. Potrebbero anche non conoscerti – non importa. Ma ovunque vi sia una fioritura, ovunque ci sia felicità, ovunque qualcuno fiorisca, ovunque qualcuno balli ed è felice e sorride, ovunque ci sia celebrazione, diventa amichevole, prendine parte. Inizia a fluire dentro di te, nessuno può impedirtelo. E quando c’è felicità intorno a te, ti senti tranquillo.

LA MENTE DIVENTA TRANQUILLA COLTIVANDO ATTEGGIAMENTI D’AMICIZIA VERSO IL FELICE…

Con chi è felice, ti senti geloso – in una sottile competizione. Con le persone felici, ti senti inferiore. Scegli sempre persone intorno a te che sono infelici. Diventi amichevole con le persone infelici perché con le persone infelici ti senti superiore. Cerchi sempre qualcuno che è sotto di te. Hai sempre paura del più alto; cerchi sempre il più basso, e più cerchi il più basso, più in basso cadi. Quindi sono necessarie anche persone più basse.

Cerca la compagnia di coloro che sono più alti di te – più alti nella saggezza, più alti nella felicità, più alti nella tranquillità, nella calma, nella quiete, nella collettività: cerca sempre la compagnia del più alto perché è così che diventi più alto. Questa diventa una scala. Cerca sempre la compagnia del più alto, del più bello, del più felice – diventerai più bello, diventerai più felice.

E una volta che il segreto è noto, una volta che sai come si diventa più felici, come con la felicità degli altri si crea una situazione per essere felici, allora non c’è barriera; allora puoi andare dove vuoi. Puoi diventare un dio in cui non esiste infelicità.

Chi è un dio? Un dio è colui che ha imparato il segreto per essere felice con l’intero universo, con ogni fiore e con ogni fiume e con ogni roccia e ogni stella, che è diventato un tutt’uno con questa continua, eterna celebrazione e che non si preoccupa di chi è questa celebrazione. Ovunque ci sia una celebrazione, partecipa. Quest’arte di partecipare alla felicità è una delle basi se vuoi essere felice.

Invece, di solito, accade esattamente il contrario: se qualcuno è felice, immediatamente sei scioccato. Come è possibile? Come mai non sei felice e lui è diventato felice? C’è ingiustizia. Questo mondo intero ti sta tradendo e non c’è Dio. Se Dio c’è, come mai non sei felice e gli altri stanno diventando felici? E queste persone che sono felici, sono gli sfruttatori, sono astute, ingiuste. Vivono sul tuo sangue. Stanno succhiando la felicità degli altri.

Nessuno sta succhiando la felicità di nessuno. La felicità è un fenomeno che non c’è bisogno di succhiarlo. È una fioritura interiore; non viene dall’esterno. Solo essendo felice con persone felici crei il presupposto in cui il tuo fiore interiore inizia a fiorire:

LA MENTE DIVENTA TRANQUILLA DA COLTIVANDO ATTEGGIAMENTI D’AMICIZIA …

Crei l’atteggiamento di inimicizia. Puoi sentirti amichevole con una persona triste e pensi che sia molto virtuoso. Puoi sentirti amichevole con qualcuno che è depresso, nella miseria e pensi che sia qualcosa di religioso, qualcosa di morale che stai facendo ma, cosa stai facendo, non lo sai.

Ogni volta che ti senti amichevole con qualcuno che è triste, depresso, infelice, miserabile, crei sofferenza per te. Sembra molto irreligioso, l’atteggiamento di Patanjali. Non lo è, perché quando capirai tutto il suo punto di vista vedrai cosa intende dire. Lui è molto scientifico. Non è una persona sentimentale e il sentimentalismo non ti aiuterà.

Bisogna essere molto chiari:

… COMPASSIONE VERSO IL MISERABILE …

Non cordialità – compassione. La compassione è di qualità diversa; e la cordialità è diversa dalla compassione. Cordialità significa che stai creando una situazione in cui vorresti essere lo stesso dell’altra persona, vorresti essere lo stesso del tuo amico. Compassione significa che qualcuno è caduto dal suo stato. Vorresti aiutarlo, ma non vorresti essere come lui. Vorresti dargli una mano; ti piacerebbe tirarlo su, tirarlo su di morale. Vorresti aiutarlo in ogni modo, ma non vorresti essere come lui perché non sarebbe d’ aiuto.

Qualcuno piange, ti siedi accanto e inizi a piangere anche: lo stai aiutando? In quale modo? Qualcuno è infelice e tu diventi infelice; lo stai aiutando? Forse stai raddoppiando la sua miseria. Era solo lui miserabile; ora ci sono due persone infelici. Ma dimostrando simpatia per il miserabile, stai di nuovo giocando un trucco. In fondo, quando mostri simpatia per il miserabile – e ricorda, la simpatia non è compassione –  quando mostri simpatia e cordialità a una persona depressa, triste, infelice, in fondo ti senti felice. C’è sempre una corrente sotterranea di felicità. Deve essere così perché è una semplice aritmetica: quando qualcuno è felice, ti senti infelice, allora come è possibile quando qualcuno è infelice, puoi sentirti infelice? Qualcuno è felice che ti senti infelice;

Ma tu non lo mostri. Oppure; se vieni osservato attentamente anche se lo mostri, anche nella tua simpatia c’è una sottile corrente di felicità. Ti senti bene; ti senti davvero rallegrato, che non sei tu a essere infelice, e sei in grado di mostrare simpatia – e ti senti  superiore.

 

Le persone si sentono sempre bene quando possono mostrare simpatia agli altri; sono sempre incoraggiate. In fondo sentono di non essere così infelici, grazie a Dio. Quando qualcuno muore, subito una corrente sotterranea arriva in te che sei ancora vivo, grazie a Dio. E puoi mostrare simpatia e non costa nulla. Mostrare simpatia non costa nulla, ma la compassione è una cosa diversa. Compassione significa che ti piacerebbe aiutare l’altra persona; ti piacerebbe fare qualsiasi cosa si possa fare; vorresti aiutarla a uscire dalla sua miseria. Non ne sei felice, ma non sei neanche infelice.

E tra i due esiste la compassione: Patanjali è in compassione. Non si sentirà infelice con te perché ciò non aiuterà nessuno, e non si sentirà felice perché non ha senso sentirsi felice. Come puoi sentirti felice quando qualcuno è infelice? Ma non può nemmeno sentirsi infelice perché ciò non aiuterà. Sentirà compassione. La compassione esiste proprio tra questi due. Compassione significa che vorrebbe aiutarti a uscirne. È per te, significa compassione, ma contro la tua miseria; ti ama, ama te ma non la tua miseria. Vorrebbe sollevarti, ma non crogiolarsi nella sofferenza con te.

Quando sei soltanto cordiale, inizi ad amare la miseria, non l’uomo che è infelice. E se all’improvviso l’uomo è rallegrato e dice: “Non preoccuparti”, ti sentirai scioccato, perché non ti ha dato la possibilità di essere cordiale e mostrargli che sei un essere superiore, superiore e felice.

Non essere infelice con qualcuno che è infelice. Aiutalo a uscirne. Mai fare della miseria un oggetto d’amore; non dare alcun affetto alla miseria, perché se dai affetto e la trasformi in un oggetto d’amore, le stai aprendo una porta. Prima o poi diventerai miserabile. Rimani in disparte. Compassione significa restare tendere la mano, rimanere distanti, aiutare – non sentirsi infelici. Quando ti senti infelice in superficie con la sofferenza di qualcuno, in fondo scorre in te la corrente di essere felice. E questa abitudine deve essere abbandonata. La compassione ti porterà la tranquillità della mente.

Molte persone vengono da me; si atteggiano a riformatori sociali, rivoluzionari, politici, utopisti e dicono: “Come puoi insegnare alle persone la meditazione e il silenzio quando c’è tanta miseria nel mondo?” Mi dicono: “Questo è egoista”. Vorrebbero che io insegnassi alle persone ad essere infelici come coloro che lo sono già. Non sanno cosa stanno dicendo ma si sentono molto bene – impegnandosi nel sociale, il servizio sociale, si sentono molto bene. E se all’improvviso il mondo diventasse un paradiso, e Dio dicesse: “Ora tutto andrà bene”, troveremmo i riformatori sociali e i rivoluzionari nella miseria assoluta, perché non avrebbero più nulla da fare.

Vengono da me e dicono: “Come puoi dire alla gente di meditare quando il mondo è in una tale miseria?” Pensano che bisognerebbe prima rimuovere la misera e poi meditare. No, se le persone meditano, la miseria può essere rimossa, perché solo il silenzio della meditazione può rimuovere la miseria. La miseria è un atteggiamento. Non ha niente a che vedere con le condizioni materiali, il mondo è pieno di ricchi infelici. Ma anche un povero può essere felice e, una volta che è felice, molte cose iniziano ad allinearsi.

Presto potrebbe non essere più un uomo povero, perché come puoi essere povero quando sei felice? Quando sei felice, tutto il mondo partecipa con te. Quando sei infelice, tutto va storto. Crei una situazione che aiuta la tua infelicità a prosperare. Questa è la dinamica della mente. È un sistema autolesionista. Ti senti infelice, quindi attiri più sofferenza verso di te.

A quel punto sei intrappolato in un sistema autolesionista. Attiri e non solo attiri per te stesso: quando una persona è infelice, aiuta anche gli altri ad esserlo. Vedendoti nella miseria, simpatizzano. Quando simpatizzano, diventano vulnerabili. Quindi è proprio così: una persona malata infetta l’intera comunità.

A meno che gli altri non cadano morti, non ti senti vivo. A meno che gli altri non siano infelici, non ti senti felice. Ma come puoi sentirti felice quando gli altri sono infelici, e come puoi sentirti vivo quando gli altri sono morti? Noi tutti esistiamo insieme. E a volte potresti essere la causa della sofferenza di molte persone. Quindi stai guadagnando un karma. Potresti non averli colpiti direttamente; potresti non essere stato violento con loro. Sottile è la legge. Non necessariamente devi essere un assassino, ma se semplicemente infetti le persone con la tua miseria, stai partecipando; stai creando miseria. E tu ne sei responsabile, e dovrai pagare per questo. Il meccanismo è molto sottile!

Gli psicologi hanno scoperto che l’intera famiglia è responsabile se una persona impazzisce, tutta la famiglia! Giustamente pensano che l’intera famiglia debba essere trattata, non una persona, perché quando una persona impazzisce dimostra solo che l’intera famiglia ha tensioni interiori. Chi impazzisce è solo il più debole di tutti, quindi immediatamente mostra tutto, diventa l’espressione di tutta la famiglia e curando solo lui non si risolve gran che. In ospedale potrebbe stare bene: tornato a casa si ammalerà di nuovo perché l’intera famiglia ha tensioni interne e lui è il più debole.

Questa è una comunità; vivi qui come una famiglia. Molte tensioni sono destinate ad essere lì, attenzione. Fai attenzione a quelle tensioni perché le tue tensioni possono creare una forza. Possono diventare cumulative e, improvvisamente, qualcuno che è debole, vulnerabile, può diventare il bersaglio della forza accumulata e reagire in un certo modo.

Trova sempre la dinamica della mente. Solo allora sarai trasformato; altrimenti no.

LA MENTE DIVENTA TRANQUILLA COLTIVANDO ATTEGGIAMENTI D’AMICIZIA VERSO IL FELICE, DI COMPASSIONE VERSO IL MISERABILE, DI GIOIA VERSO IL VIRTUOSO…

Guarda! Patanjali è molto sottile, ma esattamente scientifico.

… GIOIA VERSO IL VIRTUOSO E INDIFFERENZA VERSO IL MALE.

Quando senti che qualcuno è un uomo virtuoso, gioisci. Non fare come molti che pensano chissà quali orrori si celano dietro la virtù di qualcuno, quindi scatenano subito così tante critiche.

Ogni volta che c’è qualcuno che è virtuoso, molti iniziano immediatamente a criticare, iniziano a trovare difetti in lui. In un modo o nell’altro devono abbatterlo. Non può essere virtuoso. Non è possibile, dicono. Patanjali invece dice gioia, perché se critichi un uomo virtuoso, in fondo, stai criticando la virtù. Se critichi un uomo virtuoso, stai arrivando al punto di credere che la virtù sia impossibile in questo mondo. Allora ti sentirai a tuo agio. Puoi muoverti facilmente con i tuoi modi meschini perché, “Nessuno è virtuoso; tutti sono proprio come me – anche peggio di me.” Ecco perché continuano così tante condanne – critiche e condanne.

Se qualcuno dice “Quella persona è una persona molto bella”, trovi immediatamente qualcosa da criticare. Non puoi tollerare, perché se qualcuno è virtuoso e tu non lo sei, il tuo ego è frantumato, e poi inizi a sentire che devi cambiare te stesso, che è uno sforzo arduo. E’ più semplice condannare; criticare; è più semplice dire: “No! Voglio prove della tua virtù!” Ed è difficile provare la virtù; è molto più facile criticare qualsiasi cosa. È molto difficile dimostrarla virtù!

Uno dei più grandi narratori russi è Turgenev. Ha scritto una storia. La storia è che in un piccolo villaggio si pensava che un uomo fosse stupido, e lo era. E l’intera città rideva di lui. Era proprio sciocco, e tutti in città godevano della sua follia. Ma era stanco della sua follia, quindi chiese a un saggio: “Cosa posso fare?”

Il saggio disse: “Niente! Semplicemente, ogni volta che qualcuno elogia qualcuno, tu condannalo. Se qualcuno sta dicendo per esempio che tal dei tali è un santo, tu ribatti immediatamente dicendo che in realtà si tratta di un peccatore! Se qualcuno dovesse elogiare la bellezza di un libro, tu contraddicilo immediatamente dicendo che è carta straccia. Se qualcuno ammira un dipinto, dì semplicemente che è soltanto una crosta di colori senza valore, che anche un bambino può farlo! Critica sempre, dì sempre di no, chiedi prove e dopo sette giorni torna da me. ”

Dopo sette giorni la città iniziò a considerare quello stupido un genio: “Non abbiamo mai saputo del suo talento, ed è un genio di tutto. Gli mostri un dipinto e lui trova subito i difetti. Gli mostri un bel libro e lui ti fa capire che è solo cartaccia. È una grande mente critica! Un analista! Un genio!”

Il settimo giorno l’uomo tornò dal saggio e disse: “Ora non ho più bisogno di ricevere consigli da te. Sei uno sciocco! Quando ho cominciato a criticarti e a dire che sei uno sciocco, tutti mi hanno creduto per cui devi esserlo per davvero. ”

Le persone credono più facilmente nel negativo perché confutare un no è molto difficile – come puoi dimostrarlo? Puoi dire di no ogni volta che c’è virtù. Ma non stai danneggiando l’uomo virtuoso: stai danneggiando te. Sei autodistruttivo. In effetti, ti stai suicidando lentamente, avvelenandoti. Quando dici che “Quest’uomo non è virtuoso, quell’uomo non è virtuoso”, che cosa stai creando? Stai creando un ambiente in cui arriverai a credere che la virtù sia impossibile; e quando la virtù è impossibile, non è necessario tentare. Quindi cadi. Ti accontenti ovunque tu sia. La crescita diventa impossibile. E ti piacerebbe accontentarti, ma poi ti accontenti della miseria perché sei infelice.

Questo schema deve essere rotto; devi essere turbato. Ovunque tu sia, devi essere sradicato e ripiantato su un piano superiore, e ciò è possibile solo se sei gioioso verso i virtuosi.

… GIOIA VERSO IL VIRTUOSO E INDIFFERENZA VERSO IL MALE.

Non condannare nemmeno il male.

La tentazione è lì; ti piacerebbe condannare anche la virtù. E Patanjali dice di non condannare il male. Perché? Conosce le dinamiche interiori della mente: perché se condanni troppo il male, presti troppa attenzione al male e, a poco a poco, ti sintonizzi con esso. Se dici che “Questo è sbagliato, e quello è sbagliato”, stai prestando troppa attenzione a ciò che è sbagliato. Diventerai dipendente dall’errore. Se presti troppa attenzione a qualcosa, ne diventi dipendente. E qualunque cosa tu condanni, ti impegnerai in essa, perché diventerà un’attrazione, un’attrazione profonda.

Ecco cosa intende Patanjali: indifferenza; non giudicare in questo modo o in quello – sii indifferente. Non dire sì o no; non condannare, non apprezzare. Lascialo semplicemente al divino; non sono affari tuoi. Un uomo è un ladro: sono affari suoi. Suoi e di Dio. Lascia che si sistemino; tu non c’entri. Chi ti sta chiedendo di entrare? Gesù dice: “Non giudicare …” Patanjali dice: “Sii indifferente”.

Uno dei più grandi ipnoterapeuti del mondo, Emile Coue, scoprì una legge. L’ha chiamata la legge dell’effetto inverso. Se sei troppo contro qualcosa, ne diventerai una vittima.

Non essere mai contro nulla. Essere contro il male è caderne vittima. Allora stai cadendo nelle mani del male. Indifferenza: se segui l’indifferenza, significa che non ti riguarda. Qualcuno sta rubando: questo è il suo karma. Lo saprà e dovrà soffrire. Non è affatto affar tuo: non ci pensi, non ci fai caso. C’è una prostituta: sta vendendo il suo corpo – sono affari suoi. Non condannarla, altrimenti sarai attratto da lei.

LA MENTE DIVENTA ANCHE TRANQUILLA ESPIRANDO E RITENENDO ALTERNATAMENTE IL RESPIRO.

Patanjali offre anche altre alternative. Se riesci a farlo – essere felice con persone felici, amichevole; compassione per il miserabile, gioia per il virtuoso, indifferenza verso il male – se riesci a farlo, allora entri nella trasformazione della mente. Se non puoi farlo – perché è difficile, non facile – allora ci sono altri modi. Non sentirti depresso.

Dice Patanjali:

LA MENTE DIVENTA ANCHE TRANQUILLA ESPIRANDO E RITENENDO ALTERNATAMENTE IL RESPIRO.

Quindi si entra attraverso la fisiologia. La respirazione e il pensiero sono profondamente collegati, come se fossero due poli di una cosa. A volte anche te ne rendi conto, se sei un po’ consapevole, che ogni volta che la mente cambia, la respirazione cambia. Ad esempio, sei arrabbiato: immediatamente il respiro cambia, il ritmo è sparito. La respirazione ha una qualità diversa. Non è più ritmica.

Quando provi passione, lussuria, il sesso prende il sopravvento, il respiro cambia; diventa febbrile, affannoso. Quando taci, non fai nulla, ti senti rilassato, il respiro ha un ritmo diverso. Se guardi, e Patanjali deve aver guardato molto profondamente … dice che se guardi profondamente puoi trovare che tipo di respirazione e il suo ritmo creano quel tipo di mente. Se ti senti amichevole, la respirazione è diversa. Se ti senti antagonista, arrabbiato, la respirazione è diversa. Quindi o cambi la mente e il respiro cambierà, oppure puoi fare il contrario: cambia il respiro e la mente cambierà. Cambia il ritmo del respiro e la mente cambierà immediatamente.

Quando ti senti felice, silenzioso, gioioso, ricorda il ritmo del respiro. La prossima volta che arriva la rabbia, non permettere al respiro di cambiare; mantieni il ritmo del respiro come se fossi felice. La rabbia non è quindi possibile perché il respiro crea la situazione. La respirazione forza le ghiandole interne del corpo che rilasciano sostanze chimiche nel sangue.

Ecco perché diventi rosso quando sei arrabbiato: alcune sostanze chimiche sono entrate nel sangue e diventi febbrile. La tua temperatura aumenta. Il corpo è pronto a combattere o a fuggire; il corpo è in emergenza. Attraverso il martellare del respiro, arriva questo cambiamento.

Non cambiare la respirazione. Conservala come se fossi in silenzio; il respiro deve seguire un modello silenzioso: sentirai che è impossibile arrabbiarti.

Qui suggerisce un metodo:

LA MENTE DIVENTA ANCHE TRANQUILLA ESPIRANDO E RITENENDO ALTERNATAMENTE IL RESPIRO.

Puoi fare due cose: ogni volta che senti che la mente non è tranquilla – che è tesa, preoccupata – fai una cosa: prima espira profondamente. Inizia sempre espirando. Espira profondamente: per quanto è possibile, getta l’aria. Con il lancio dell’aria l’umore verrà espulso, perché la respirazione è tutto.

E quindi espelli il respiro il più lontano possibile. Poi trattieni per alcuni secondi – non inalare. Lascia uscire l’aria e non inspirare per alcuni secondi. Quindi consenti al corpo di inalare. Inspira profondamente – il più possibile. Ancora una volta fermati per qualche secondo. Usa lo stesso intervallo di tempo: se trattieni l’inspirazione per tre secondi, trattieni anche l’espirazione per tre secondi. Butta fuori l’aria; trattieni per tre secondi. Inspira; trattieni per tre secondi. L’aria deve essere eliminata completamente. Espira totalmente e inspira totalmente, e crea un ritmo. Immediatamente sentirai un cambiamento entrare nel tuo intero essere. L’umore è sparito. Un nuovo clima è entrato in te.

Che succede? Perché è così? Per molte ragioni: una, quando inizi a creare questo ritmo, la tua mente è completamente distratta. Non puoi essere arrabbiato, perché è iniziata una cosa nuova e la mente non può fare due cose insieme. La tua mente è ora piena di espirare, inspirare, trattenere, creare un ritmo. Ne sei completamente assorbito, la collaborazione con la rabbia è interrotta: una cosa.

Questo espirare, inspirare, purifica tutto il corpo. Quando espiri e trattieni per tre o cinque secondi – quanto vuoi, più che puoi – cosa succede dentro? Il corpo lancia tutto ciò che è velenoso nel sangue. L’aria è fuoriuscita e il corpo ha un vuoto. In quel vuoto tutti i veleni vengono espulsi. Vengono nel cuore, si accumulano lì – gas velenosi, azoto, anidride carbonica, si riuniscono tutti lì.

Continui a inspirare ed espirare. E nelle pause,si crea un vuoto. In quel vuoto, tutto scorre e lo riempie. Quindi fai una profonda inspirazione e poi trattieni. Tutti quei gas velenosi si mescolano al respiro; poi espiri di nuovo e li butti fuori. Pausa di nuovo. Lascia che i veleni si radunino e li butti fuori. E questo è un modo di buttare via le cose.

Mente e respiro sono così connessi – devono esserlo, perché respirare è vita. Un uomo può essere senza mente, ma non può essere senza respiro. La respirazione è più profonda della mente. Il tuo cervello può essere gestito completamente; sarai vivo se riesci a respirare. Se il respiro continua, sarai vivo. Il cervello può essere rimosso completamente. Vegeterai, ma sarai vivo. Non sarai in grado di aprire gli occhi e parlare o fare qualsiasi cosa, ma sul letto puoi essere vivo, vegetando per molti anni. Ma la mente non può. Se la respirazione si interrompe, la mente scompare.

Lo yoga ha trovato questo principio di base: la respirazione è più profonda del pensare. Se cambi respiro, cambi pensiero. E una volta che conosci la chiave, che la respirazione ha la chiave, puoi creare qualsiasi clima tu voglia: dipende da te. Il modo in cui respiri dipende da questo. Fai solo una cosa: per sette giorni, fai un quaderno dei diversi tipi di respirazione che si verificano con stati d’animo diversi. Sei arrabbiato: prendi un quaderno e annota la respirazione: quanto inspiri e quanto espiri.

A volte ti senti molto, molto bene – annotalo, qual è la proporzione di inspirazione ed espirazione, qual è la lunghezza, c’è qualche pausa – annotalo. E per sette giorni crea un diario del respiro, come è collegato ai tuoi umori. Quindi, ogni volta che vuoi lasciare un umore, usa semplicemente lo schema opposto. Oppure, se vuoi creare uno stato d’animo, usa il modello.

Gli attori, consapevolmente, inconsapevolmente, vengono a saperlo perché a volte devono essere arrabbiati senza essere arrabbiati. Quindi cosa faranno? Dovranno creare il modello di respirazione. Potrebbero non esserne consapevoli, ma inizieranno a respirare come se fossero arrabbiati, e presto il sangue si precipita dentro e i veleni vengono rilasciati. E senza essere arrabbiati i loro occhi sono rossi e si trovano in uno stato di rabbia sottile senza essere arrabbiati. Devono fare l’amore senza essere innamorati; devono mostrare amore senza essere innamorati. Come lo fanno? Conoscono un certo segreto dello yoga.

Ecco perché dico sempre che uno yogi può diventare l’attore più perfetto. Il suo palcoscenico è vasto, tutto qui. Sta recitando, non recitando sul palcoscenico, ma sul palcoscenico del mondo. Lui è un attore; non è un agente. E la differenza è che sta prendendo parte a un grande dramma, può esserne testimone e può rimanere distaccato.

QUANDO LA MEDITAZIONE PRODUCE PERCEZIONI STRAORDINARIE, LA MENTE ACQUISTA FIDUCIA E QUESTO AIUTA LA PERSEVERANZA.

Se elabori il tuo schema respiratorio e trovi le chiavi segrete pere cambiare il clima della mente… E se lavorate anche sull’ essere amichevole verso il felice, indifferente verso il male, i progressi si moltiplicheranno e ci saranno percezioni sensoriali straordinarie.

Le persone intorno a te non sono più le stesse. La tua normale moglie diventa una donna bellissima. Tutto cambia con la tua chiarezza di percezione. Quando i tuoi occhi cambiano, tutto cambia. Dice Patanjali,

QUANDO LA MEDITAZIONE PRODUCE PERCEZIONI STRAORDINARIE, LA MENTE ACQUISTA FIDUCIA E QUESTO AIUTA LA PERSEVERANZA.

Quindi diventi sicuro di essere sulla strada giusta. Il mondo sta diventando sempre più bello, la bruttezza sta scomparendo. Il mondo sta diventando sempre più un’armonia; la discordia sta scomparendo. Il mondo sta diventando sempre più casa, ti senti sempre più a tuo agio. È amichevole. È una relazione amorosa con te e l’universo. Diventi più fiducioso e più perseverante.

OPPURE, MEDITA SULLA LUCE INTERIORE CHE È SERENA, AL DI LA’ DEL MONDO TERRENO.

Questo può essere fatto solo quando hai raggiunto una certa qualità percettiva. Quindi puoi chiudere gli occhi e trovare una fiamma: una bella fiamma vicino al cuore, una luce blu. Ma in questo momento non puoi vederla. È lì, è sempre stata lì. Quando muori, quella luce blu esce dal tuo corpo. Ma non puoi vederla perché quando eri vivo non la vedevi.

E anche gli altri non saranno in grado di vederla; ma lo scienziato russo Kirlian, ha scattato fotografie con pellicole molto sensibili. Quando una persona muore, succede qualcosa intorno ad essa. Parte dell’energia corporea, qualcosa di simile alla luce, se ne va e scompare nel cosmo. Quella luce è sempre lì: questo è il tuo centro dell’essere. È vicino al cuore – una fiamma blu.

Quando hai qualche percezione, puoi vedere il meraviglioso mondo intorno a te – quando i tuoi occhi sono chiari. Li chiudi e ti avvicini al cuore; provi a trovare quello che c’è. Per prima cosa sentirai l’oscurità. È come quando vieni dall’esterno in una calda giornata di sole all’interno della stanza e senti che tutto è buio. Ma aspetta. Lascia che gli occhi siano in sintonia con l’oscurità, e presto inizi a vedere le cose in casa.

Sei stato fuori per milioni di vite. Quando per la prima volta che entri, non c’è altro che oscurità, vuoto. Ma aspetta, ci vorranno alcuni giorni, anche pochi mesi, ma aspetta, chiudi gli occhi e guarda in basso nel cuore. All’improvviso, un giorno succede: vedi una luce, una fiamma. Quindi concentrati su quella fiamma.

Niente è più felice di così. Niente è più danzante, musicale, armonioso come quella luce blu interiore nel tuo cuore. E più ti concentri, più diventi tranquillo, silenzioso, calmo, raccolto. allora non c’è oscurità per te. Quando il tuo cuore è pieno di luce, l’intero universo è pieno di luce.

ANCHE, MEDITA SU QUALCUNO CHE HA TRASCESO I DESIDERI.

Medita su uno che è andato oltre i desideri. Medita sul tuo Maestro, sul tuo guru, su Patanjali, Cristo… Chiunque sia andato oltre i desideri. Come sarà d’aiuto? Aiuta, perché quando mediti su qualcuno che è andato oltre i desideri, diventa una forza magnetica in te. Gli permetti di entrare in te; ti tira fuori da te stesso.

Se mediti su qualcuno che è andato oltre i desideri, prima o poi diventerai come lui, perché la meditazione ti rende l’oggetto stesso della meditazione. Se mediti sul denaro, diventerai proprio come il denaro. Vai a guardare un avaro; non ha più un’anima. Ha solo un saldo bancario; non ha niente dentro. Se ascolti, ascolterai solo cifre, Euro: non troverai alcun cuore lì. Qualunque cosa tu presti attenzione, diventi simile. Quindi attenzione. Non prestare attenzione a qualcosa che non vorresti diventare. Presta attenzione solo a qualcosa che vorresti diventare, perché questo è l’inizio. Il seme viene seminato con attenzione e presto diventerà un albero.

Semini il seme dell’inferno e, quando diventa un albero, dici: “Perché io sono così miserabile? Presti sempre attenzione a ciò che è sbagliato; guardi sempre a ciò che è negativo. Presta sempre attenzione al difetto; allora diventi difettoso.

Non prestare attenzione al difetto. Presta attenzione al bello. Perché contare le spine? Perché non vedere il fiore? Perché contare le notti? Perché non contare i giorni? Se conti le notti, ci sono due notti e un solo giorno tra le due. Se conti i giorni, ci sono due giorni e solo una notte in mezzo. E fa molta differenza. Guarda il lato chiaro se vuoi diventare leggero; guarda il buio se vuoi diventare scuro.

Dice Patanjali:

ANCHE, MEDITA SU QUALCUNO CHE HA TRASCESO I DESIDERI.

Cerca un Maestro. Sii attento a lui. Ascolta, guarda, mangia e bevi. Lascia che entri in te; lascia che il tuo cuore si riempia di lui. Presto sarai in viaggio, perché l’oggetto dell’attenzione alla fine diventa l’obiettivo della tua vita. E l’attenzione è una relazione segreta. Attraverso l’attenzione diventi l’oggetto della tua attenzione.

Krishnamurti dice: “L’osservatore diventa l’osservato”. Ha ragione: qualunque cosa tu osservi, diventerai. Quindi fai attenzione. Non osservare qualcosa che non vorresti diventare, perché questo è il tuo obiettivo; stai seminando i semi.

Vivi vicino a qualcuno che va oltre i desideri. Vivi vicino a chi  non ha più nulla da soddisfare qui, che è realizzato. La sua piena realizzazione ti colpirà e diventerà un catalizzatore.

Non farà nulla, perché un uomo che è oltre i desideri non può fare nulla. Anche lui non può aiutarti perché anche l’aiuto è un desiderio. Molto aiuto arriva attraverso di lui, ma lui non ti aiuta. Diventa un catalizzatore senza fare nulla, se glielo permetti; cade nel tuo cuore e la sua stessa presenza ti cristallizza.