L’equazione sballata “predisposizione all’ipnosi = debolezza”

Chi continua a considerare la predisposizione all’ipnosi come un sinonimo di debolezza o di suggestionabilità, si sta lasciando suggestionare dalla disinformazione di massa. Per cui farebbe bene o ad occuparsi di altro oppure, scelta più saggia, a formarsi seriamente sull’argomento perché è una cosa utile per tutti.

Quanti di noi si sono sentiti etichettare come persone “suggestionabili” a causa di intuizioni che andavano  fuori dagli schemi del gregge?

E allora Mozart, Michelangelo, Dante Alighieri e qualsiasi altro genio creativo antico o moderno, è forse uno sfigato suggestionabile? Solo perché ha tramutato in realtà visioni e percezioni di struggente bellezza?

Mi viene sempre da citare il concerto in do minore per pianoforte e orchestra di Rachmaninoff. Un capolavoro musicale che secondo me è l’ottava meraviglia del mondo. Rachmaninoff scrisse quella musica in ipnosi.

Praticamente in tutte le civiltà e tradizioni più o meno antiche, troviamo rituali e tecniche per sensibilizzare l’inconscio e stimolare questa straordinaria funzione naturale della mente che è l’ipnosi. Sia per il benessere che per l’accesso a risorse superiori della coscienza.

L’ipnosi è un’abilità e non una debolezza. Questo è risaputo da millenni e la scienza moderna lo ha confermato al 100%

Faccio un esempio per tutti. La ricerca clinica ha dimostrato che circa il 30% delle persone è in grado di sviluppare anestesia ipnotica. In alcuni casi ancora più profonda della sedazione chimica o a neuro modulazione elettrica.

Questo 30% non è costituito da soggetti emotivamente fragili o suggestionabili. Al contrario. Si tratta di persone per la maggior parte dotate di un carattere estremamente forte e volitivo. Tra l’atro nessuno di questi soggetti, anche se dotato di elevata abilità ipnotica, può essere guidato in ipnosi senza la sua collaborazione.

I risultati di questi test schiacciano con un pugno pesante qualsiasi fantasia cinematografica o leggenda metropolitana sul’ipnosi.

Ora, questo non significa che il restante 70% della popolazione è tagliata fuori dall’ipnosi. Perché anche un’abilità ipnotica media o leggera è più che sufficiente per superare numerosi problemi o auto determinare il proprio benessere.

In linea di massima la superstizione medioevale secondo cui l’ipnosi è un trucchetto magico per soggiogare personcine fragili e sprovvedute, è molto più diffusa tra la popolazione maschile. Dove serpeggia sempre la paura che qualsiasi cosa esuli dal calcio o dalla birra sia un attentato alla propria immagine virile. “Oddio, se entro in ipnosi sono un debole! Mi si accorciano gli attributi!”

Suggerisco sempre di abbandonare questo tipo di atteggiamenti. Anche perché le persone informate sull’ipnosi sono sempre più numerose. E se uno va in giro a fare affermazioni o commenti senza fondamento scientifico sull’ipnosi, non solo rischia di compromettere la propria immagine virile ma anche di fare la figura del cioccolataio.

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