Vertigini di origine psicosomatica

vertigini-cause-rimediDOMANDA: salve a tutti, mi chiamo Claudia. Da alcuni anni a questa parte mi ritrovo improvvisamente a soffrire di vertigini e una certa facilità a perdere l’equilibrio. All’inizio il mio medico di base mi ha detto che la causa poteva essere una labirintite. Ho quindi fatto diverse visite specialistiche dall’otorino compresa una risonanza magnetica. Ma dalle analisi è risultato che il mio orecchio interno non presenta alcuna anomalia, infiammazione ecc. A questo punto volevo sapere se le vertigini possono avere un’origine psicosomatica.

RISPOSTA: certamente! Le vertigini di natura psicosomatica sono molto frequenti e solitamente insorgono in quei soggetti che per molto tempo e per svariati motivi hanno condotto un’esistenza razionale tenendo eccessivamente a freno le proprie emozioni o sono stati troppo inflessibili verso se stessi. A venire colpite da questo problema sono soprattutto le donne in quanto più soggette a lotte emotive interiori tra il desiderio di lasciarsi andare e la convinzione di dover a tutti i costi “mantenere la testa sulle spalle”. Chi soffre di vertigini psicosomatiche è continuamente tormentato da molti “vorrei ma non posso”. Questo eccesso di razionalizzazione porta un forte ristagno di energia nella testa con un conseguente spostamento verso l’alto del baricentro energetico, cosa che rende l’equilibrio più precario. Ecco perchè si vacilla. Il senso di vertigine e la tendenza a cadere a terra rivelano un desiderio inconscio di ripristinare il baricentro energetico che in condizioni ottimali dovrebbe trovarsi in prossimità dell’ombelico.

Riportiamo a titolo di esempio il caso di una nostra cliente di Grosseto che andava soggetta a frequenti perdite di equilibrio e rovinose cadute anche camminando con le scarpe da ginnastica. La sottoponemmo ad una seduta di ipnosi regressiva via Skype dalla quale emerse un bisogno compulsivo di avere sempre tutto sotto controllo, causato da un atteggiamento estremamente invasivo da parte dei genitori del marito sempre pronti a coglierla in fallo e a metterla sotto accusa anche sulle cose più futili. Fu aiutata a mostrare meno timore reverenziale nei confronti dei suoceri acquistando più autostima e più indifferenza nei confronti del giudizio altrui. Venne a trovarci in studio a Torino poco tempo dopo completamente guarita e camminando con disinvoltura su tacchi molto alti.

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