C’è un’antica parabola vedica che ogni leader, ogni cercatore e ogni anima stanca di girare a vuoto dovrebbe tatuarsi all’interno delle palpebre. È la storia di Indra, il Re degli Dei, il signore dei fulmini e del paradiso che, incuriosito dalle esperienze terrene e convinto della propria invulnerabilità spirituale, decide di scendere nel mondo degli uomini per sperimentare la vita in una forma animale.
Nonostante gli accorati tentativi degli altri Dei di dissuaderlo dal compiere un simile “esperimento”, Indra sceglie di incarnarsi nel corpo di un maiale, convinto che, essendo un dio, potrà abbandonare quella spoglia non appena ne avrà abbastanza. Si ritrovò quindi incarnato sulla Terra nel corpo di un maiale.
Indra-maiale faceva tutto ciò che fanno i maiali: mangiava scarti, si rotolava nel fango tiepido, trovò una scrofa come compagna e generò una numerosa cucciolata di porcellini.
Incredibilmente, Indra era felice.
Quando gli altri Dei, preoccupati per l’assenza del loro sovrano, scesero dal cielo per riportarlo sul trono, lo trovarono intento a grufolare con gioia.
“Indra!” gridarono, “Ricordati chi sei! Questo è fango, questo è lerciume! Il tuo palazzo d’oro ti aspetta!”
Indra li guardò con la tipica sufficienza di chi crede di aver capito tutto e rispose: “Il paradiso? Sarà anche bello, ma avete provato questo fango? Avete visto quanto sono belli i miei figli? Non vado da nessuna parte. Questa è la vera vita.”
Questa storia non è una favola per bambini. È l’analisi clinica della tua attuale paralisi spirituale. Ecco perché:
1. Maya non è un errore di calcolo, è un sequestro emotivo
Spesso pensiamo che Maya (l’illusione) sia un semplice “errore di percezione”, come vedere una corda e scambiarla per un serpente. Magari fosse solo questo.
La verità è più spaventosa: Maya è un legame sensoriale e affettivo. Indra non era “confuso” intellettualmente; era innamorato della sua prigione. Il fango non era solo terra bagnata, era “il suo conforto”. I suoi figli non erano solo creature venute sulla terra attraverso di lui, erano “il suo scopo”.
L’illusione ci ancora alla realtà limitata attraverso il piacere dei sensi e gli attaccamenti emotivi. Sei prigioniero non perché non vedi le sbarre, ma perché le trovi rassicuranti e familiari.
2. Il Distacco non è rinuncia, è maestria del piacere
Qui risiede l’amnesia spirituale: quando la tua felicità dipende dalla temperatura del fango, hai smesso di essere un Dio.
Il concetto di distacco è stato rovinato da secoli di moralismo bigotto. Il distacco non significa smettere di godere delle cose del mondo. Significa godere di tutto senza diventare dipendenti da nulla. È la capacità di bere un vino eccellente senza che la tua pace dipenda dalla presenza di quel vino.
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È amare profondamente senza che quell’amore diventi una catena che ti impedisce di volare.
Finché hai bisogno di qualcosa per sentirti completo, sei Indra che grufola. Nel momento in cui puoi godere del “fango” sapendo che sei il Re del Cielo, allora sei libero.
3. Lo stallo dell’ego: perché il “fai-da-te” è una trappola
Torniamo alla storia: come si è svegliato Indra? Non si è svegliato da solo. Non ha meditato finché non ha capito. Non ha fatto un corso online di “auto-aiuto per suini”.
Gli altri Dei, vedendo che le parole non bastavano, hanno dovuto compiere un atto di violenza sacra: hanno dovuto uccidere il corpo del maiale. Solo quando l’involucro dell’illusione è stato distrutto da un intervento esterno, Indra è uscito dai resti del maiale e, guardando il cadavere dell’animale, è scoppiato in una risata fragorosa, inorridito e divertito dal suo stesso accecamento.
La verità brutale dietro questo finale? Non puoi essere il guru di te stesso.
L’Ego è un sistema a circuito chiuso. È come cercare di sollevarsi da terra tirandosi per i capelli. Se il tuo ego fa da maestro a se stesso, imparerà solo ciò che conferma i suoi limiti. Entrerai in uno stallo evolutivo dove crederai di stare crescendo, ma starai solo arredando meglio la tua porcilaia.
Hai bisogno di uno specchio non coinvolto. Hai bisogno di qualcuno che non sia impantanato nel tuo stesso fango, qualcuno che abbia il coraggio di “uccidere” le tue illusioni quando tu non ne hai la forza.
La necessità del salto di frequenza
Determinati passaggi di ottava non si effettuano leggendo libri. Si effettuano per trasmissione e risonanza. Puoi accedere a frequenze superiori solo se ti appoggi a chi quelle frequenze le ha già integrate e le abita stabilmente.
Un Maestro (o un facilitatore esperto) non è qualcuno che ti dà informazioni, ma qualcuno che funge da diapason. Se la tua corda è “stonata”, non puoi accordarla usando un’altra corda stonata. Hai bisogno di un riferimento esterno certo.
Sei pronto a smettere di essere il “re del fango”?
Se senti che la tua narrazione personale sta iniziando a puzzare di stantio, se sospetti che le tue “certezze” siano solo le pareti della tua porcilaia, forse è il momento di un intervento esterno.
Il mio lavoro, è proprio questo: essere quel “collega divino” che viene a mostrarti la realtà oltre l’illusione, squarciando i veli di Maya che ti tengono in debito, nel bisogno e nell’amnesia.
PRENOTA UNA SESSIONE ESPLORATIVA: SQUARCIA IL VELO DI MAYA
In questo incontro esamineremo approfonditamente la tua attuale situazione in modo da identificare con la massima precisione gli elementi sui quali intervenire e tracciare una rotta per raggiungere gli obiettivi di miglioramento ed evoluzione.
(Videochiamata Zoom o Google Meet).
Non aspettare che la vita faccia a pezzi il tuo mondo per costringerti a svegliarti. Scegli tu di uscire dal fango.



