Nel problema c’è la soluzione

Un po’ di tempo fa, venne a trovarmi una signora di circa 40 anni che si lamentava di essere affetta da una cefalea la cui dinamica era alquanto curiosa. Il soggetto infatti affermava che, oltre al dolore, sentiva la testa come se fosse bagnata dall’interno. Non che fosse realmente bagnata ma la sensazione era quella.

Raccogliendo elementi sulla sua storia personale, venni a sapere che era cresciuta in una famiglia in cui lei era figlia unica, il padre assente e con un carattere debole, la madre invece bigotta, autoritaria e piena di inibizioni sul sesso.

E’ ovvio che questi trascorsi hanno provocato nel soggetto una forte rigidità sia a livello emotivo che sessuale. Intuii che questa signora, molto probabilmente, aveva razionalizzato la sua sessualità ad un punto tale che si era ridotta ad eccitarsi (metaforicamente bagnarsi) solo con la testa e non con il resto del corpo. Le chiesi se per caso soffriva anche di secchezza nell’area genitale. Lei mi rispose di sì.

A questo punto le comunicai la mia teoria circa il suo insolito modo di manifestare l’eccitazione sessuale. Le spiegai, utilizzando delle metafore, come il suo inconscio la stava “prendendo in giro” riguardo alla sua tendenza a razionalizzare tutto compreso il sesso.  La donna stette in silenzio per alcuni secondi durante i quali le vennero gli occhi lucidi. Dopodichè scoppiò in una risata torrenziale che durò per più di 5 minuti!

Gli occhi umettati e la “risata catartica” sono segnali non verbali che a volte si manifestano quando vi è una forte presa di consapevolezza del problema con un conseguente miglioramento dei sintomi. Il soggetto venne quindi invitato a rilassarsi profondamente e a visualizzarsi in un’epoca passata, in una situazione attinente a questo suo problema. La donna visualizzò uno sperduto convento in cui lei era la madre superiora: una suora severissima e austera famosa per la rigidità e la severità con cui trattava le novizie, ricorrendo spesso anche a punizioni corporali. Nelle sessioni successive la guidai quindi a rielaborare questi contenuti inconsci con notevole sollievo circa i suoi sintomi.

In un altro frangente esaminai il caso di un giovane uomo di 29 anni con una grave forma di ipotiroidismo che lo costringeva ad assumere quotidianamente forti dosi di tiroxina.  Spesso i problemi alla tiroide sono favoriti da un vuoto energetico in corrispondenza del chakra della gola, a sua volta provocato dall’impossibilità di esprimersi liberamente con conseguente bassa autostima. Infatti il giovane mi disse che i suoi genitori sono sempre stati pessimisti, ipercritici e demotivanti nei suoi confronti.

Anche in questo caso spiegai al soggetto come il suo inconscio esprimeva la sua sofferenza attraverso la manifestazione di un sintomo fisiologico. Durante la regressione visualizzò di essere il padre di un giovane “trovatore” (menestrello errante del sud della Francia medioevale). Descrisse chiaramente i modi in cui cercava continuamente di dissuadere il figlio dal fare il poeta e di come, ogni volta, lo umiliava nel tentativo di convincerlo a seguirlo nel suo mestiere di maniscalco.

Dopo diverse sessioni consigliai al giovane anche alcuni esercizi per rinforzare l’autostima e convertire la rabbia repressa. Da lì ad alcuni mesi mi fece sapere di stare molto meglio a livello di umore e che i suoi esami del sangue rivelarono un miglioramento dei parametri tiroidei. Dovette comunque proseguire la terapia con tiroxina ma a dosaggi decisamente più bassi.

Ho voluto riportare questi due esempi significativi per far comprendere come spesso un sintomo fisico è la rappresentazione, in chiave metaforica, di una sofferenza dello spirito.

ATTENZIONE! Le tematiche esposte in questo articolo devono intendersi come complementari e NON sostitutive delle normali terapie mediche.

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