L’ipnosi come liberazione

Chi non ha mai sentito parlare del grande Houdini, il leggendario illusionista che, all’inizio del secolo scorso, sbalordiva le folle con i suoi spettacoli di escapologia.

Houdini era in grado di liberarsi da qualunque cosa: catene, lucchetti, manette, camicie di forza; anche quando veniva rinchiuso in una cassaforte ne usciva come se niente fosse.

Ho voluto citare affettuosamente questo incredibile personaggio perché rappresenta in chiave metaforica ciò che può fare l’ipnosi.

Tutti quanti noi cadiamo inevitabilmente prigionieri di catene, lucchetti e camicie di forza mentali: paure, blocchi emotivi, strascichi di traumi che ci sottraggono fette di benessere costringendoci a vivere molto al di sotto delle nostre possibilità.

Ma a differenza di Houdini, molto spesso non riusciamo a liberarci da soli.

Ecco allora che l’ipnosi può venirci in aiuto fornendoci le risorse necessarie per sgusciare via da quelle catene, per aprire quei lucchetti e sciogliere i lacci di quelle camicie di forza; in maniera rapida e sicura, proprio come faceva il grande Houdini.

Personalmente ho sempre ritenuto la parola ipnosi molto riduttiva e mi piace di più definire questo metodo come “Escapologia Emozionale”, ovvero l’arte di liberarsi dalle serrature della mente.

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