Le 7 cause della perdita di magnetismo personale

Quando utilizziamo il termine magnetismo personale, intendiamo quella forza (o energia sottile) che consente all’individuo di muoversi con efficacia nel suo ambiente ricevendo benevolenza, abbondanza, stima e rispetto senza necessariamente ricercare queste cose.

Questa è la definizione standard e scientificamente accettabile di magnetismo personale.

Ciascuno di noi nasce con la sua propria carica magnetica specifica che si rigenera quotidianamente nelle fasi di sonno profondo (sonno senza sogni). Tuttavia le esperienze sgradevoli, lo stress, la vicinanza di persone negative ecc., possono non solo ridurre la rigenerazione della carica magnetica ma anche produrre schemi di comportamento che portano ad una continua dispersione di magnetismo personale.

I sintomi della perdita di magnetismo personale sono: difficoltà a portare a termine i propri progetti o a realizzarsi nel lavoro, frequenti disavventure sentimentali, demotivazione, irritabilità, paura o disagio nel parlare o nell’esibirsi in pubblico e la sensazione di essere sottovalutati dalle altre persone.

Durante gli oltre 20 anni di esperienza nella pratica delle tecniche magnetiche, abbiamo avuto modo di catalogare 7 schemi di comportamento che rappresentano le cause principali della perdita di magnetismo personale. Perciò analizziamo insieme quali sono questi schemi.

Perfezionismo

Questo schema di comportamento viene sviluppato prevalentemente da coloro che, durante l’infanzia, hanno ricevuto molte critiche e punizioni. E’ caratterizzato da una continua paura di sbagliare (che ha come conseguenza la scarsa capacità decisionale), rabbia repressa, ipersensibilità alle critiche, pensiero dicotomico (bianco o nero senza sfumature) e dialogo interno giudicante.

Quest’ultimo consiste in una specie di vocina che redarguisce continuamente il soggetto dicendogli che cosa è andato storto e come avrebbe potuto fare  meglio. La ricerca della perfezione e dell’unico modo giusto di fare le cose hanno ripercussioni disastrose nella vita sentimentale e lavorativa di chi si trova in questo schema. Anche il più futile dettaglio fuori posto può scatenare tempeste nervose, risentimento e tensioni.

La tendenza a pianificare anche le vacanze nei minimi dettagli porta inevitabilmente a vivere anche il tempo libero come se fosse un lavoro. La sessualità è vissuta secondo schemi puritani e inibizioni che ne impediscono la libera espressione.

Drammatizzazione

Questo schema viene sviluppato da coloro che, durante l’infanzia hanno vissuto esperienze di abbandono. Si manifesta con la sensazione che manchi sempre qualcosa e che gli altri riescano ad ottenere di più (invidia).

L’emotività si esprime sul modello dell’eroe romantico che resta incrollabilmente legato all’amore perduto, all’amore impossibile e all’eterna attesa di quella felicità che solo l’amore può portare. La depressione è uno stato d’animo frequente e spesso sfocia in quella vita sospesa in cui si passano intere giornate a letto rimuginando su qualche errore del passato.

Vi è una concentrazione inconscia sui lati migliori delle cose e delle persone perdute, per cui quelle cose e quelle persone che sono realmente a disposizione diventano molto meno attraenti. Quando inizia a concretizzarsi una situazione reale, magari preparata da anni di fantasie e sforzi, l’attenzione va istintivamente ai suoi lati manchevoli.

Arriva il lavoro e si vuole il partner; arriva il partner e si vuole la solitudine; arriva la solitudine e si vuole di nuovo lavoro e partner.

Desiderio di approvazione

Chi nell’infanzia ha ricevuto amore e sicurezza uniformandosi ai desideri e alle aspettative dei familiari sviluppa facilmente questo schema di comportamento. Si manifesta con il bisogno compulsivo di dire o fare qualcosa che metta in risalto la propria importanza, i propri talenti o la propria superiorità.

Chi cerca l’approvazione altrui ne teme morbosamente il giudizio e questo porta continuamente ad indossare maschere e a modificare il proprio comportamento pur di evitare il dissenso negli altri. Si arriva ad una tale frammentazione della personalità da non riuscire più a capire qual è il proprio vero sè.

Chi agisce in base a questo schema è convinto di sapere perfettamente cosa è bene per gli altri, offrendo continuamente consigli e aiuti non richiesti. La vita sentimentale è altrettanto frammentaria in quanto incentrata prevalentemente sulla pura conquista. Una volta che la “preda” è conquistata perde di attrattiva. La parola chiave nei rapporti di coppia è “sfida”. Interesse sessuale come garanzia di approvazione (“Non intendo far l’amore con te ma voglio essere sicura che tu lo vorresti”).

Antagonismo

Coloro che hanno vissuto un’infanzia combattiva in cui solo il più forte era rispettato, assumono nell’età adulta questo schema di comportamento. La convinzione che gli altri abbiano sempre delle intenzioni nascoste, porta l’antagonista ad utilizzare un tipo di comunicazione conflittuale allo scopo di destabilizzare l’interlocutore e fargli sputare il rospo (anche quando non vi è alcun rospo).

Questo atteggiamento può facilmente sfociare nella paranoia (ad esempio avere la convinzione che il partner sia infedele anche quando non vi è alcuna prova di ciò).

La preoccupazione primaria di chi è affetto da antagonismo è il bisogno di esercitare il controllo su cose e persone: gelosia e possessività immotivate sono le emozioni che predominano. Sono frequenti scoppi improvvisi di rabbia e la tendenza ad abbandonarsi a divertimenti stremanti e baldorie come antidoto alla noia o per sfogare l’aggressività.

La difficoltà a riconoscere le proprie debolezze obbliga il soggetto antagonista a fingere di essere forte e coriaceo e a tenere nascosti i propri problemi. Questo aumenta il rischio di contrarre malattie nervose e psicosomatiche.

Chiusura emotiva

La chiusura emotiva è la strategia di fuga di chi nell’infanzia ha avuto genitori invasivi e indagatori. Chi sviluppa questo schema di comportamento conduce una vita appartata, soprattutto a livello mentale, entro i confini di una piccola casa che abbandona solo per far spese o recarsi in biblioteca.

I rari momenti di socialità vengono vissuti con distacco rimanendo in disparte e osservando passivamente gli eventi. Il terrore nei confronti delle emozioni proprie ed altrui obbliga il soggetto emotivamente chiuso ad assumere un atteggiamento freddo e controllato anche nell’intimità.

Eventuali emozioni vengono debitamente trattenute per poi essere “degustate” in un secondo tempo in solitudine. I rapporti economici vengono visti come un pericolo, le aspettative degli altri come coercizioni e gli attaccamenti emotivi logoranti. L’amore per la privacy porta all’isolamento e alla frugalità dove l’indipendenza è prioritaria rispetto alla soddisfazione.

Narcisismo

Lo schema di comportamento del narcisismo, proviene da un’infanzia in cui si è fuggiti dalla paura rifugiandosi nelle possibilità illimitate dell’immaginazione. Da qui il bisogno narcisistico di mantenere costantemente alto il livello di eccitazione per gratificare il proprio ego: un’infinità di opzioni, un’infinità di cose interessanti da fare ma che non vengono mai portate a termine.

Chi ha sviluppato questo schema di comportamento inizia sempre nuove attività che vengono puntualmente abbandonate in una catena senza fine di progetti inconcludenti. Il narcisista, fondamentalmente, ha perso la capacità di capire cosa gli piace e cosa non gli piace, per cui è costretto ad assaggiare tutto. Ma siccome le cose da assaggiare sono tantissime e il tempo è poco, non riesce mai a gustarsi le cose fino in fondo.

Rimane imprigionato nella superficialità, non riesce a fare scelte precise, a prendere impegni e mantenerli nel tempo. Sia la vita sentimentale che lavorativa sono un guazzabuglio di tira e molla, prendi e posa in una continua ed errabonda ricerca di nuove esperienze senza mai soffermarsi o approfondire.

La settima causa…

è qualcosa di più sottile che trascende le altre 6. Potrebbe essere vagamente definita come la paura del confronto con se stessi ma le sue implicazioni sono molto più complesse. E’ comunque un filo conduttore comune ai 6 schemi di comportamento appena elencati, si manifesta in maniera differente da persona a persona e per essere inquadrata richiede un’analisi individuale.

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