Quello strano legame karmico tra Piemonte e il Regno Unito

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In quasi trent’anni di attività in questo campo e dopo aver condotto centinaia di regressioni guidate a vite precedenti, ho avuto modo di stilare una statistica che potrebbe risultare interessante per chi segue le ricerche sulla reincarnazione e i legami karmici.

Il 78% delle persone che si sono rivolte al mio studio e che risiedono in Piemonte, ricordano vite precedenti nel Regno Unito. In particolare Inghilterra e Scozia, più raramente Irlanda.

Se facciamo un’indagine indietro nel tempo possiamo trovare, a supporto di questa statistica, alcuni riscontri oggettivi.

Innanzitutto la storia ci parla di un’amicizia tra il regno Sabaudo e i governi di quei luoghi tra il Medioevo e il XVIII secolo. Vorrei citare a tal proposito alcune righe del saggio di Federigo Sclopis sulle relazioni anglo-sabaude: “Antiche sono le origini delle relazioni particolari tra i Principi di Savoia e que’ d’Inghilterra, e siccome i Piemontesi non potevano avere una via di traffico che li legasse cogli Inglesi, così dalle alleanze di famiglia dei Principi sono da dedurre le prime cause di que’ rapporti di stato a stato che coll’andare dei secoli di tanto poi s’allargarono”.

Come ulteriore prova possiamo aggiungere l’influenza della lingua inglese nel dialetto Piemontese. L’esempio più è la parola “sanguis” che sta a significare il sandwich, il classico panino inglese. Inoltre, gli influssi anglosassoni variano non solo nella stessa Torino, ma addirittura cambiano molto da famiglia a famiglia. Per esempio, per dire “questo”, molti dicono “qust”, mentre altri dicono “tis”, termine molto più simile all’inglese “this”. Qualcuno per indicare l’andare a dormire dice “‘nduma a slip”, dall’inglese “to sleep”, che significa appunto dormire. Abbiamo anche la parola “sclint”, dall’inglese “clean”, che vuol dire pulito.

E che dire di Gurro? Il paese in provincia di Verbania, abbarbicato sui monti che sovrastano il Lago Maggiore, è noto anche come «villaggio scozzese». Da cinque secoli adulti e bambini, nelle feste comandate, indossano il kilt. Una tradizione legata a un gruppo di soldati scozzesi che nel 1525, mentre tornavano a casa dopo la sconfitta nella battaglia di Pavia, si fermarono per a Gurro per l’inverno. Si trovarono così bene che da lì non ripartirono più. Il legame è proseguito nei secoli. E dagli Anni ’70 il cosiddetto «Clan perduto» ha un riconoscimento ufficiale dalla Scozia.

Ecco ora alcuni esempi di vite passate nelle terre d’oltre Manica…

Una claustrofobia antica di 400 anni – E., una ragazza di 28 anni, aveva il terrore degli ascensori. Durante l’applicazione di una tecnica guidata detta “rewind” per il trattamento delle fobie, la sua attenzione focalizzata scivola spontaneamente in una vita passata in Scozia nel 1600. In questa antica esperienza, ricorda di essere stata murata viva nei sotterranei di Edimburgo perchè ammalatasi di peste. E. è stata aiutata prontamente a rielaborare in sicurezza i contenuti di quei ricordi. Ora il suo rapporto con gli ascensori è molto migliorato.

Spinta giù da una scogliera nel 1815 perchè accusata di stregoneria – Quando si parla di caccia alle streghe, tutti pensano ovviamente ai tempi bui del medioevo. Ma pochissime persone sanno che, in Scozia, la persecuzione si è protratta ancora per moltissimo tempo. L’ultimo processo per stregoneria, infatti, si è tenuto nei tribunali scozzesi nientemeno che nel 1944! Fu a carico di Helen Duncan, una medium accusata di aver rivelato informazioni militari riservate ai familiari di una vittima di guerra. La Duncan se la cavò per fortuna con “solo” 9 mesi di reclusione. Una sorte ben più amara è toccata a B. nell’esperienza di una vita precedente. La donna, durante una meditazione regressiva guidata, ha ricordato di essere precipitata da una scogliera in Scozia. A spingerla giù sarebbe stato il boia del villaggio in seguito a un processo sommario per stregoneria. B. rammenta perfettamente l’anno: il 1815! In seguito alla rielaborazione di questi ricordi, B. si libera di un’acrofobia (paura dell’altezza).

A spasso per le vie di Londra – M. è un commerciante di Torino che, fin dall’adolescenza, continua a vivere relazioni sentimentali disastrose stranamente simili l’una all’altra. Durante una sessione per il rilascio delle tensioni da stress lavorativo, M. si rilassa profondamente e visualizza una passeggiata nelle vie di Londra durante la rivoluzione industriale di fine ‘800. E’ a braccetto con la moglie quando, improvvisamente, quest’ultima viene travolta da un carro i cui cavalli si sono imbizzarriti e muore. Convinto di non aver fatto abbastanza per evitare questo incidente, l’uomo rimane attanagliato dal senso di colpa. In seguito all’affiorare di questi ricordi, M. intuisce cosa lo blocca nelle relazioni e, pochi mesi dopo, incontra la donna della sua vita.

Ferito all’occhio durante una scazzottata – R. è un giovane imprenditore che, a causa di un difetto congenito, è affetto da cecità all’occhio destro mentre il sinistro vede perfettamente. R. rammenta una vita precedente nel ‘700 in cui prestava servizio come nostromo a bordo di un brigantino Inglese. Durante una scazzottata in una taverna nel porto di Londra, ricorda di essere stato ferito gravemente all’occhio destro. L’incidente gli fa perdere la vista da quell’occhio costringendolo a indossare una benda per nascondere la ferita. Dopo la sessione in cui sono affiorati questi contenuti, R. non recupera la funzionalità dell’occhio ma riesce ad accettare con molta più serenità il suo problema e il fatto di non poter guidare l’automobile.

La Guerra delle due Rose vista con gli occhi di una bambina – G. era impegnata in un percorso per la gestione dell’ansia generalizzata. Durante una sessione di profondo rilassamento, affiorano alla sua mente scenari medioevali. Ricorda di essere una bambina di 4 anni seduta su un prato, mentre osserva una colonna militare di cavalieri che indossano pesanti armature e dotati di lance e spade. Durante la visualizzazione G. riesce a descrivere i dettagli dei vessilli consentendo l’identificazione dello scenario. La vista di quei soldati le incute un grande timore e una forte ansia. Viene quindi aiutata a superare lo stato di agitazione e a raggiungere il giusto distacco da quella vicenda. In seguito a questa esperienza G. nota una considerevole attenuazione degli episodi di ansia generalizzata.

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ATTENZIONE! Le tecniche olistiche qui riportate devono essere intese come complementari e NON sostitutive alle normali terapie mediche o eventuali trattamenti clinici in corso. 

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