Il significato esoterico della Pasqua e le sue antichissime origini

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Introduzione

In questa indagine propongo di esaminare le origini e il significato esoterico della Pasqua. In primo luogo da una prospettiva storica e, in secondo luogo, in quanto riguarda la morte e la risurrezione di Gesù secondo i Vangeli.

Come in altre mie ricerche, vorrei rassicurare i cristiani che non è intenzione di questo articolo sminuire il credo religioso di alcuno. Offro la stessa certezza agli occultisti, molti dei quali mi confidano spesso di non essere attratti dall’esoterismo cristiano: perché “scoraggiati” dalle ingerenze compulsive alla Chiesa. Purtroppo, così facendo, entrambi i tipi di lettori si stanno privando della possibilità di ampliare notevolmente la loro consapevolezza. Infine, tieni presente che la storia della Pasqua consiste principalmente di allegorie e simboli, non di fatti storici.

Uova di cioccolato e coniglietti pasquali

A chi non piacciono le uova di cioccolato o i coniglietti! Al di là di questo, potreste scoprire con sorpresa quanto sia antica l’associazione di uova e lepri con la Pasqua: entrambi precedenti di molti millenni l’osservanza cristiana.

La Pasqua è una festa universale che si perde nella notte dei tempi. Gli antichi celebravano l’equinozio di primavera (che cade tra il 19 e il 21 marzo di ogni anno nel nostro calendario) come il rinnovamento della natura. Fu solo nel IV secolo che la Chiesa fissò nella prima domenica di luna piena dopo l’equinozio di primavera, la data della celebrazione della Pasqua.

Ciò è stato fatto per scoraggiare le festività pagane che si svolgevano in questo periodo dell’anno, durante il quale ci si scambiava uova colorate in commemorazione della dea scandinava “Eostre” , o “Ostara”. Dal suo nome deriva anche la parola “Easter”, con cui molti popoli nordici chiamano la Pasqua. Come molti di voi sapranno, la Pasqua non cade in una data fissa ogni anno. Ma si fa coincidere con il primo giorno dopo la prima luna piena successiva all’equinozio di primavera. La Pasqua è quindi una festa lunare. Questa un tempo la si collegava all’uovo e alla lepre, entrambi emblemi preminentemente lunari.

L’Uovo era un importante emblema dell’iconografia sacra di molti popoli sin dai tempi più remoti. Era riverito sia per la sua forma che per il mistero biologico che nasconde. Lo sviluppo graduale dell’embrione, all’interno del guscio chiuso, nella completa oscurità, senza alcuna apparente interferenza esteriore, veniva giustamente considerato come un mistero profondo.

Gli antichi greci, indiani ed egiziani hanno adottato l’uovo come simbolo della prima manifestazione del cosmo. Nell’antico mito egizio è associato al Sole, che viene considerato un uovo deposto ogni giorno dall’oca celeste, sposa si Geb. In India, Brahma è rappresentato come colui che manifesta l’Universo attraverso la schiusa dell’uovo cosmico. Con gli antichi greci l'”Uovo Orfico” è descritto da Aristofane nella sua dissertazione sui Misteri, durante i quali l’Uovo è consacrato e il suo significato occulto viene spiegato agli iniziati.

Che dire del coniglietto pasquale? Anche se di recente origine tedesca, come candidato più improbabile per consegnare le uova, l’associazione della lepre con la Pasqua risale a molto tempo fa. Come abbiamo visto, il nome Easter ci viene dal sassone Eostre, derivante dalla dea fenicia Astarte che, a sua volta, è una copia dell’Isis (Iside) egizia. Queste erano tutte divinità associate alla luna.

Ora, il simbolo preminente della luna tra molti popoli antichi era la lepre. Ancora oggi alcuni paesi, come la Cina, collocano una lepre sulla faccia della luna. Le ragioni per questo non sono difficili da cercare. La lepre è un animale notturno che si nutre col favore dell’oscurità. Il suo periodo di gestazione è esattamente di un ciclo e mezzo lunare, o 42 giorni. E la sua prodigiosa fecondità è notissima! Così la lepre venne associata alla luna e alle sue fasi. E, come introduttrice del nuovo anno a Pasqua, è un simbolo di fertilità e risurrezione della vita dopo la “morte” dell’inverno.

Crocifissione e resurrezione

La croce, come simbolo cristiano, dovrebbe risalire al tempo della crocifissione di Gesù. Tuttavia, quando esaminiamo la storia dell’iconografia cristiana, scopriamo che la figura di un uomo sulla croce è completamente assente dall’arte cristiana fino al VII secolo dopo Cristo! La prima forma conosciuta della figura umana sulla croce è il crocifisso presentato da Papa Gregorio alla regina Teodolinda di Lombardia, ora nella cattedrale di Monza. Mentre nessuna immagine di Cristo crocifisso si trova nelle Catacombe di Roma prima del VII o VIII secolo d.C.

L’idea originale della crocifissione appartiene agli antichi egizi: il suo simbolismo esoterico può essere facilmente dedotto nelle ferite che si suppone siano state inflitte a Gesù. Le quattro ferite (stimmate) nelle estremità, rappresentano il quadrato del mondo materiale. I 3 chiodi, insieme alle tre ferite, si sommano a 6, come le 6 facce di un cubo (esagramma). Quando il cubo è dispiegato forma una croce, la cui faccia centrale è comune sia al gambo verticale sia alla fascia orizzontale.

La faccia centrale è il punto dell’unione dei principi maschili e femminili, o dello Spirito e della Materia. I numeri tre e quattro, così combinati nella croce, danno armonia a entrambi e sono il simbolo delle forze creative della Natura. Il punto centrale è Amore sublime, Amore nel suo aspetto più alto, uguale all’Amore Divino. Quindi, uno dei significati esoterici della crocifissione è nascosto nei simboli numerologici e geometrici che espongono la storia dell’evoluzione dell’uomo. Fu per questo motivo che la croce fu adottata come emblema dell’immortalità in Egitto, in Caldea, in Gran Bretagna, in India e in America. Ma per gli antichi, come per gli Iniziati, questa era la croce della Vita, non della morte.

Ora abbiamo visto che la croce non deriva da una crocifissione storica, ma dagli Insegnamenti Misterici dell’antico Egitto, Grecia, India e altre terre. Né v’è alcuna prova storica che Gesù sia stato mai inchiodato su una croce. Questo atto di fede è stato preso in prestito dai riti di iniziazione dei Misteri Egizi. Ma, mentre in questi riti il candidato era legato (non inchiodato) a una croce, per simboleggiare la sua schiavitù con il corpo e il mondo materiale, la Chiesa convertiva l’allegoria dell’Iniziazione in fatto storico. Questo per rafforzare la sua dottrina di espiazione vicaria da parte di uno storico salvatore, che doveva essere sacrificato per i nostri presunti “peccati”.

Questo risponde alla domanda che turba molti cristiani, e che viene scagliata come un rimprovero contro la storia di Pasqua, cioè: come è possibile che Gesù venga torturato e ucciso dalla plebaglia di Gerusalemme? Nessuno che creda veramente in un Dio amorevole e misericordioso, può accettare l’idea che egli possa condannare il Suo amato Figlio a un destino così terribile.

È questa dottrina, più di ogni altra, così assolutamente blasfema e impossibile, che porta molti ad abbandonare la “cristianità ufficiale”, per iniziare una personale ricerca della Verità attraverso le conoscenze del cristianesimo esoterico. Il vero messaggio della crocifissione è stato accuratamente nascosto dalla Chiesa nella sua lunga battaglia per sopprimere i Culti Misterici della Grecia e dell’Egitto.

Tutti i dettagli della presunta crocifissione storica di Gesù sono simboli, accuratamente progettati per dipingere un vivido quadro allegorico dell’Iniziazione, della vita e dell’opera del Vero Insegnante. È il Sé Superiore dell’Iniziato, il principio di Cristo in tutti noi – che è il Messia sempre crocifisso e sofferente; crocifisso sulla croce dell’ignoranza e della lignea intolleranza delle masse non evolute.

La storia della Pasqua esoterica

Esaminiamo alcuni versetti dei Vangeli per vedere cos’altro possiamo scoprire sul vero significato della Pasqua. Per favore, tieni presente che procediamo nel considerare allegorie e simboli, non fatti storici. Ad esempio, nel Vangelo di Matteo che descrive l’entrata di Gesù a Gerusalemme, si legge:

Ecco, il tuo re viene a te mite, seduto su un’asina, con un puledro figlio di bestia da soma“.

Matteo 21: 5)

Questo verso, e quelli immediatamente precedenti e successivi, sono stati la causa di molti dibattiti tra gli studiosi della Bibbia e rimangono un enigma per molti cristiani. Alcuni discutono se ci sia un animale o due, nonostante il fatto che due animali siano chiaramente menzionati nel versetto 2: “Vai nel villaggio avanti a te, e subito troverai un’asina legata e un puledro con lei“.

Questi due animali, uno adulto e l’altro bambino, rappresentano i due personaggi di Gesù, o Gesù nelle due fasi del suo ministero. Nel primo è il figlio umano di suo Padre, il “giovane agnello”, l’innocente che soffre per mano dei suoi nemici. Nel secondo lui è il super umano (ma non soprannaturale) Principe della Pace, dotato di una spada per uccidere l’ignoranza e fare la guerra spirituale sui poteri delle tenebre.

L’ astrologia è una delle chiavi che ci aiutano a sbloccare il significato nascosto di questa allegoria. Usando questa chiave vediamo che gli antichi egizi associavano l’asino al segno zodiacale dell’Ariete in cui il giovane Ra nasce nel suo carattere di guerriero. Ora il segno dell’Ariete cade tra il precedente segno dei Pesci e il seguente segno del Toro. Questi zootipi stellari simboleggiano diverse qualità spirituali e determinate fasi nella vita di Gesù.

Come pescatore di uomini, Gesù è il Messia, che incarna le qualità dei Pesci: misticismo, servizio e auto-sacrificio che gli astrologi associano a questo segno. Come Ra, è il coraggioso pioniere e guerriero che combatte l’ignoranza e la superstizione.

Quindi non sorprende che lo troviamo seduto su un animale che ha molto in comune con l’ariete – un asino – poiché entrambi erano simboli del Dio Sole nell’antico mito egizio. Potresti chiedere “ma perché non fare semplicemente cavalcare Gesù su un ariete?” Perché questo renderebbe l’allegoria poco plausibile (gli arieti non sono bestie da soma), e minerebbe il significato che nasconde come vedremo tra un momento.

Più tardi, Gesù si infuria nel tempio e rovescia le tavole dei cambiavalute. Azioni in perfetta armonia con le qualità del Toro: il toro irresistibile che calpesta ogni opposizione nella sua magnifica forza.

L’asino era anche conosciuto come l’animale di Seth nell’antico Egitto. Seth era il dio del caos e delle tempeste. Se analizziamo la tradizione mistica cristiana, vediamo che anche Gesù viene spesso dipinto come portatore di caos piuttosto che di pace. Ad esempio, nel Vangelo di Luca leggiamo: “Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera”.

Ne mito dell’antico Egitto troviamo un’altra figura chiamata il “Mangiatore d’asini”: altro nome per Amaa, dio funerario minore. In un’illustrazione tratta dal Libro egiziano dei morti, il “Mangiatore d’asini” è visto mordere la schiena di un asino, che gli viene consegnato a tradimento dallo scriba Nekht.

Così diventa chiaro il simbolismo del Dio-animale di un asino e il messaggero di Dio che cavalca su di esso e che presto sarà tradito.

In Matteo 21:8 leggiamo: “E la maggior parte della folla stese i mantelli sulla via; e altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via“. La diffusione di “indumenti” davanti a Gesù simboleggia lo spargimento degli ingombri mentali che ci impedisce di percepire il vero Maestro e i veri Insegnamenti.

Anche i “rami” sono significativi, poiché poiché Gesù era la “Vera Vite” (della Verità): “Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto“, come possiamo leggere in Giovanni 15: 1-2. In altre parole, lo spargimento del sentiero di Gesù con rami simboleggia la volontà della gente di avere le idee sbagliate, senza la cui epurazione gli insegnamenti di Gesù non possono portare frutto.”

Troviamo poi Gesù che caccia i cambiavalute dal tempio. Poiché non esiste un tempio più grande del corpo umano che ospita la Coscienza o Spirito, cacciare i cambiavalute significa purificarsi da tutte le impurità, di cui l’ignoranza è la più grande.

Passo ora a Marco , capitolo 16, versetti 3-4, per concludere questa indagine, in cui troviamo i discepoli che stanno fuori dalla tomba di Gesù, chiedendo: “Chi ci rotolerà via il masso dall’ingresso del sepolcro? Ma, guardando, videro che il masso era già stato rotolato via, benché fosse molto grande.” Secondo la tradizione esoterica, Gesù nel sepolcro lasciò il suo corpo per tre giorni e tre notti, durante le quali il suo Sé Superiore si unì agli dei e discese nell’Ade o nel mondo astrale inferiore.

Come abbiamo visto prima, nell’antico Egitto il candidato per l’iniziazione era legato (non inchiodato) a un divano a forma di croce all’interno della Camera del Re della Grande Piramide. L’ingresso della camera veniva quindi chiuso con un grosso masso di forma circolare. Durante la notte del terzo giorno, il masso veniva rimosso e l’iniziato veniva trasportato all’ingresso di una galleria. Ad una certa ora i raggi del Sole nascente colpivano in pieno il volto del candidato, che si svegliava per essere iniziato dallo Ierofante.

Questo dunque, è il vero significato della Pasqua, della crocifissione e della risurrezione. È un messaggio di Luce, Pace e Amore e la promessa della vita eterna nello spirito. È un insegnamento antico quanto l’uomo, che dimostra senza mezzi termini che il cammino verso la luce che Gesù ha intrapreso è aperto a tutti noi.

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