Le due dimensioni della quiete

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La quiete ha due dimensioni. Una è il silenzio: l’esatto opposto del suono. La seconda dimensione è l’assenza di movimento: l’esatto opposto del movimento. La mente è movimento per sua stessa natura ed essenza. Il suono viaggia e anche la mente viaggia. La mente è in costante movimento, mai ferma. Non puoi concepire una mente ferma. Non esiste nulla di simile perché, quando si calma, la mente non c’è più; quando la mente è in essere, c’è movimento. Allora, qual è il movimento della mente? Attraverso di essa possiamo concepire la seconda dimensione della quiete: l’assenza di movimento.

Esternamente sappiamo cosa significa il movimento – quando ci spostiamo da un punto all’altro, da A a B. Se sei in A e poi ti sposti in B, il movimento è avvenuto. Quindi, al di fuori della mente, movimento significa cambiare posto nello spazio. Se non c’è spazio, non puoi muoverti. Hai bisogno di spazio per muoverti nel mondo esterno.

Il movimento interiore non è nello spazio ma nel tempo. Se non c’è tempo, non puoi muoverti interiormente. Il tempo è spazio interiore: da un secondo si passa a un altro secondo, da questo giorno a un altro giorno, da qui a domani, da ora ad allora, nel tempo. Il tempo è spazio interiore. Analizza la tua mente e vedrai che ti muovi sempre dal passato al futuro o dal futuro al passato. O ti stai spostando nei ricordi del passato, o ti stai muovendo nei desideri per il futuro.

La mente e il tempo

Quando passi dal passato al futuro, o dal futuro al passato, solo allora usi il momento presente – ma solo come un passaggio. Il presente non è altro che la linea divisoria tra passato e futuro per la mente. Per la mente, il presente non è esistenziale. È solo una linea divisoria da cui è possibile passare al passato o al futuro. La mente non è mai nel presente perché, nel presente, non sarebbe in grado di muoversi. E’ importante comprendere questo: non puoi muoverti nel presente. Nel presente non c’è tempo. Il presente è sempre un singolo istante. Non sei mai in due istanti insieme; solo l’istante ti è dato. Non è possibile spostarsi da A a B, perché esiste solo A; non c’è B.

Comprendi questa qualità del tempo nel presente: ti viene sempre dato solo un istante. Che tu sia un mendicante per strada o un miliardario, non fa differenza. La tua ricchezza del tempo è la stessa – solo un istante alla volta – e non puoi muoverti. Non c’è posto dove andare e la mente esiste solo in movimento. Quindi la mente non usa mai il presente; non può usarlo. Ritorna al passato. Lì ha molti punti in cui spostarsi.

Oppure va al futuro. Ancora una volta puoi immaginare, perché il futuro non è altro che il passato proiettato. Tu hai vissuto, hai sperimentato molte cose. Le desideri di nuovo o desideri evitarle: questo è il tuo futuro. Hai amato qualcuno; era bello, affascinante. Allora lo desideri di nuovo, quindi proietti nel futuro il tuo desiderio di riavere quella persona. Eri malato, hai sofferto e vuoi evitarlo in futuro. Quindi progetti di non ammalarti di nuovo. Quindi il tuo futuro è solo un passato proiettato: ecco perchè puoi muoverti anche nel futuro.

Ma la mente non è soddisfatta del futuro che appartiene a questa vita. Proietta il paradiso, proietta le vite future. Non è soddisfatta di un piccolo futuro, quindi la mente crea un tempo anche oltre la morte. Il passato e il futuro sono vasti territori; puoi muoverti facilmente in loro. Con il presente non puoi muoverti. L’assenza di movimento interiore significa essere nel presente. Questa è la seconda dimensione della quiete. Se puoi essere nel momento, solo qui e ora, sarai immobile. Non puoi essere nient’altro. Quindi non esiste altra possibilità se non quella di stare fermi.

L’Esistenza è il presente

Vivi nell’ora e il movimento si fermerà, perché la mente si fermerà. Non pensare al passato e non proiettarti nel futuro. Aderisci al presente, resta dentro, accontentati di esso. Questo stesso momento è l’unico vero tempo esistenziale; non c’è n’è nessun altro. Il passato è solo un ricordo. È solo nella tua mente, solo polvere accumulata, esperienza accumulata. Non c’è passato nell’Esistenza, non c’è futuro nell’Esistenza. L’esistenza è il presente.

Se l’uomo non fosse su questa terra, non ci sarebbe nè passato e nè futuro. I fiori fiorirebbero, naturalmente, ma nel presente. Il sole sorgerebbe, ma nel presente. La terra non saprebbe nulla del passato, non sognerebbe nulla del futuro. Non ci sarebbe passato, nessun futuro. Il passato è nella mente, nella memoria e, grazie a quella memoria, è proiettato nel futuro. Quindi, ordinariamente, dividiamo il tempo in tre parti: passato, presente e futuro. Ma, in realtà, il passato e il futuro non sono affatto una parte del tempo. Sono parti della mente, non parti del tempo. Il tempo ha una sola divisione, se puoi chiamarla una divisione: il presente.

Il tempo è sempre presente. Queste tre divisioni non sono divisioni di tempo. Passato e futuro appartengono alla mente, non al tempo. Al tempo, solo il presente appartiene. Ma allora è difficile chiamarlo Presente perché per noi, linguisticamente, presente significa qualcosa tra passato e futuro. Si riferisce al passato, si riferisce al futuro. Se non ci fossero né passato né futuro, allora la parola “presente” perderebbe ogni significato.

L’eterno adesso

Si dice che Johannes Eckhart abbia detto che non c’è tempo – solo l’eterno adesso. C’è un eterno adesso e un infinito qui. Quando diciamo “là”, è solo in riferimento a dove siamo; altrimenti c’è solo qui. Se non sono qui, allora quale punto sarà il “qui”? E quale punto sarà il “là”? In riferimento a me stesso, chiamo il posto più vicino qui, e quello che non è vicino lo chiamo lì. Dove finisce il qui e dove comincia? Non possiamo delimitare la linea. In realtà, è tutto un unico infinito Qui.

A causa della mente dividiamo il tempo. Allora ciò che abbiamo sperimentato diventa il passato, ciò che ci aspettiamo di sperimentare diventa il futuro, e ciò che stiamo attraversando diventa il presente. Ma se non c’è la mente, allora è di nuovo un infinito ora, un eterno adesso. Qui, proprio ora, è la realtà. Nel “là” ci sono parti della mente, non parti della realtà.

Concepire l’immobilità dalla seconda dimensione significa fare uno sforzo per vivere istante per istante. Allora sarai fermo; sarai silenzioso. Allora non ci sarà tumulto dentro, nessun movimento. Tutto sarà diventato un mare di profondo silenzio.

Perché questa mente si muove nel passato e nel futuro? A causa del desiderio. Poiché hai sperimentato qualcosa, lo desideri di nuovo. E, poichè desideri, ti muovi nel futuro. Non desiderare e non c’è futuro. È difficile perché quando la mente prova piacere, vuole ripeterlo, e quando la mente prova dispiacere non vuole ripeterlo: vuole evitarlo. Per questo motivo è naturale che venga creato il futuro e, a causa di questo futuro, perdiamo il presente.

L’ascolto diventa meditazione

Mi stai ascoltando: puoi solo ascoltare; allora non avrai alcuna idea. Sarà un ascolto senza mente. Ma se stai ascoltando e stai cercando di anche capire, allora sei passato al futuro. Se stai pensando a quello che ti viene detto, ti stai perdendo ciò che ti viene detto: ti sei trasferito nel futuro. E il presente è una cosa così sottile e delicata, così minuta che puoi perderla in un singolo istante della mente.

Se stai ascoltando, ascolta. Non pensare a ciò che viene detto, non cercare di scoprire il significato – perché non puoi fare due cose nel presente: ascoltare è sufficiente. E se stai semplicemente ascoltando, allora sei nel presente e, a quel punto, persino l’ascolto diventa una meditazione.

Se puoi ascoltare non devi praticare nient’altro. Solo ascoltando senza mente, realizzerai tutto ciò che può essere raggiunto. Perché solo ascoltare non è banale come sembra: è un grande fenomeno. E una volta che conosci il segreto, puoi applicarlo ovunque. Quindi anche il solo mangiare sarà meditazione, solo camminare sarà  meditazione, solo dormire sarà meditazione. Quindi, qualsiasi cosa in cui sei nell’istante, senza alcun movimento nel futuro, sarà la meditazione.

L’Esistenza viene continuamente ignorata

Di norma non svolgiamo alcuna attività in cui siamo nel presente. O iniziamo a pensare al passato o al futuro. Il presente è continuamente mancato. Ciò significa che l’Esistenza viene continuamente ignorata. E poi diventa un processo a catena; diventa un’abitudine.

Una sera, un uomo stava camminando lungo una strada. La strada era deserta ma, improvvisamente, si accorse di un gruppo di persone che venivano verso di lui. La sua mente iniziò a lavorare. Pensò che avrebbero potuto essere dei ladri, che avrebbero potuto addirittura ucciderlo. Si spaventò al punto che corse via e saltò in un cimitero e, per nascondersi, si stese in una tomba aperta.

Vedendo questo uomo allontanarsi improvvisamente, quelle persone, che erano solo turisti innocenti, si accorsero di quello che era successo. Corsero dietro a quell’uomo e si avvicinarono alla sua tomba. Stava disteso lì a occhi chiusi, come se fosse morto. “Cosa è successo?” Hanno chiesto. “Perché ti sei spaventato così tanto? Qual è il problema?”

Quindi l’uomo si rese conto che si era spaventato inutilmente. Aprì gli occhi e disse: “È una cosa molto complicata. Se insistete a chiedere perché sono qui, ve lo dirò. Sono qui per causa vostra, e voi siete qui per causa mia”.

Questo è un circolo vizioso. Quando desideri, ti sposti nel futuro e questo crea il circolo vizioso. Quando quel futuro diventa il presente, ti trasferirai nuovamente nel futuro. Oggi penserò a domani: diventa un’abitudine. E domani non arriverà mai. Non può arrivare; è impossibile. Quando arriva è di nuovo oggi, e hai creato l’abitudine di spostarti sempre da oggi a domani. Quindi, quando arriva, domani arriva come oggi, poi ti muovi ancora verso domani.

Uscire dal circolo vizioso

E’ una catena! Più lo fai e più diventi efficiente nel farlo. Si tratta di un’abitudine molto negativa – non solo di questa vita, ma di tante vite insieme. La devi rompere, devi uscire dal circolo vizioso. Qualunque cosa tu stia facendo, ricorda solo una cosa: rimani nel presente mentre la fai. È difficile, arduo e non puoi avere successo immediatamente. Una lunga abitudine richiede tempo per essere interrotta. Sarà una dura lotta, ma provaci. Lo stesso sforzo creerà un vuoto, e lo stesso sforzo, a volte, ti darà alcuni sprazzi del presente. Una volta che conosci il gusto, sei sulla via.

Ma tu non conosci il gusto del presente. Non l’hai mai assaggiato, non ci hai mai vissuto – mai, dico. Ed è sempre qui. È la vera vita; è tutto ciò che è nella vita.

Conoscere il mondo reale

Non sappiamo nulla del mondo. Abbiamo creato il nostro mondo mentale. Ognuno ha il suo mondo – questo mondo di passato e futuro, questo mondo di ricordi e desideri. Questo mondo è falso, illusorio. Quindi, quando ad esempio Shankara dice che questo mondo è falso, significa il tuo mondo, non il mondo. E quando il tuo mondo non c’è più, verrai a conoscere il mondo reale. E Shankara dice che quello è il Brahman, cioè la Verità – la Verità assoluta.

È come se vivessimo in un mondo onirico, tutti circondati dai propri sogni, dalla foschia nebbiosa dei sogni. Tutti si stanno muovendo circondati dai propri sogni. E a causa di questi sogni non possiamo vedere ciò che è vero, ciò che è reale. Il vero è nascosto dietro i nostri sogni. Questa mente che sogna è la mente incapace; la mente che non mente è la mente calma. Ma i desideri creano sogni. Sogni di notte perché desideri di giorno. Se non desideri di giorno non puoi sognare di notte.

Una persona liberata non può sognare, perché i sogni sono desideri e i desideri sono sogni. Quando sei sveglio li chiami desideri; quando dormi li chiami sogni: ma ogni desiderio è un sogno. Perché? Perché ogni desiderio è nel futuro che non è: ogni desiderio è un desiderio futuro che non è.

Continuiamo a sognare. Ma questo sogno deve essere interrotto. Questo sogno è un movimento, un movimento continuo. Sei pieno di sogni, sogni spezzati, bruciati, appena creati. Ogni giorno dobbiamo buttare fuori quelli vecchi e crearne di nuovi.

Cammina e basta

Ogni momento, in qualsiasi attività, cerca di essere qui e ora. Anche lo sforzo è una barriera, ma bisogna iniziare. All’inizio dovrai fare uno sforzo. Anche lo sforzo è una barriera, perché lo sforzo ti spinge ancora verso il futuro. Ma all’inizio bisogna fare uno sforzo; poi, nella seconda fase, si deve fare uno sforzo senza sforzo; e poi, nella terza fase, scompare lo sforzo e tu sei nel presente.

Stai camminando per strada: prova solo a camminare; Non fare niente altro. Sembra semplice: ma non lo è! Sembra che lo stiamo facendo tutti; ma non è così! Quando cammini, la tua mente sta facendo mille altre cose. Muoviti ad ogni passo. Cammina e basta!

Quando cammini, cammina e basta; se mangi, mangia e basta; e quando ascolti, ascolta e basta. Sii totalmente nell’azione; non permettere alla tua mente di spostarsi da un’altra parte. E questa è un’esperienza meravigliosa perché, all’improvviso, il presente irrompe. Allora saprai veramente qualcosa del qui e ora, e scoprirai quanto ti è mancato. Ti è mancato solo a causa di un’abitudine meccanica, e non puoi fare altro che cercare di essere non essere meccanico.