Come nasce un sintomo? Il nostro benessere psicofisico si basa su un delicato equilibrio energetico in cui la quantità di energia è ovviamente limitata, non è infinita.
Perciò, nel momento in cui cominciamo ad alimentare degli schemi mentali negativi, quell’energia viene sottratta al corpo che inevitabilmente si ammala. E la malattia ripropone in chiave simbolica, metaforica il processo mentale che sta assorbendo energia,a volte anche in maniera tragicamente ironica.
Facciamo un esempio.
Supponiamo che io nutro un forte rancore nei confronti di una persona. Per alimentare quel rancore, la mia mente logica è costretta ad assorbire grandi quantità di energia che viene sottratta al corpo, il quale prima o poi si ammalerà.
E se ad esempio il mio rancore è nei confronti di un familiare, ci sono forti probabilità che la mia malattia sarà di natura cardivascolare: perché a livello inconscio il sangue rappresenta la famiglia.
E’ come se il mio inconscio cercasse di dirmi nel suo linguaggio, che è un linguaggio di simboli e metafore, di smetterla di comportarmi da stupido. Se io, nonostante questi segnali, continuo ad alimentare quel rancore, l’inconscio tenderà ad incrementare i suoi tentativi di dissuasione con il rischio di varcare una soglia in cui la malattia si cronicizza e nei casi estremi può anche diventare mortale.
In che modo l’ipnosi può aiutarci a intervenire su questi schemi? Abbiamo visto in un precedente video che l’ipnosi non fa né dormire né perdere conoscenza, ma fa una cosa molto più utile e costruttiva: produce un rilassamento della mente logica.
Questo rilassamento restituisce energia al corpo, consentendoci di usare momentaneamente questa energia per creare un processo ideodinamico di potenza sufficiente a placare lo schema mentale che sta alla base del sintomo.
Ora, ho esposto a grandi linee il meccanismo che è in realtà un po’ più complesso, ma il principio di base è questo.
Concludendo ricordiamo che l’ipnosi va considerata come complemento e non sostituto delle consuete terapie mediche.