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Paralisi del sonno, cosa sono e come gestirle

paralisi del sonno
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La paralisi del sonno è una fenomenologia ipnagogica che affligge circa il 3% della popolazione, stando ai dati ufficiali. Tuttavia ritengo che questa percentuale sia più alta, in quanto molte vittime di questo “disturbo” tendono a non parlarne per timore di essere ridicolizzate o, peggio, etichettate come visionarie.

Il fenomeno si può manifestare, da soggetto a soggetto, con diversi livelli di intensità. Si va dal semplice intorpidimento del corpo che svanisce pochi secondi dopo il risveglio a inquietanti e lunghi episodi di immobilità accompagnata da vivide esperienze sensoriali sia visivo-auditive che tattili.

Tali esperienze sensoriali, spesso, producono degli effetti oggettivi che la scienza convenzionale non riesce ancora a spiegare. Pertanto le paralisi del sonno vanno inevitabilmente studiate da un punto di vista olistico. Ciò significa che lo studio del fenomeno deve essere condotto considerando l’essere umano come un insieme armonico sia di materia organica e grossolana che di energie sottili. Per una rapida informazione sui “corpi sottili dell’uomo” clicca qui per leggere l’articolo.

Partiamo quindi col prendere in esame ciò che dice la scienza convenzionale sulle paralisi del sonno.

Le ipotesi offerte dalla scienza convenzionale

In condizioni normali e durante la fase REM del sonno, tutti noi sperimentiamo (senza però esserne consapevoli) una paralisi muscolare del tutto naturale. Probabilmente, questa paralisi, ha la funzione di difendere l’individuo dai movimenti inconsulti provocati dal sogno (Piero Angela, 1994).

A volte, per situazioni di grave stress o per predisposizione genetica, questa paralisi naturale e cautelativa non avviene. In questi casi abbiamo il fenomeno del sonnambulismo.

Altre volte, per cause non ancora completamente accertate, la paralisi muscolare può prolungarsi anche dopo il risveglio. In tale situazione l’individuo sperimenta un’angosciante senso di immobilità, incapacità di muoversi, nonché sensazioni terrorizzanti come la presenza di intrusi, creature dall’aspetto pauroso ecc.

Le esperienze sensoriali vengono spiegate come pure e semplici allucinazioni: elementi del sogno che vengono proiettati sull’ambiente circostante e che assumono un carattere spaventoso proprio perché il soggetto, durante il loro manifestarsi, è completamente sveglio e vigile.

Sono causati dall’attivazione dell’area cerebrale che controlla l’ambiente per possibili minacce e fornisce risposte ideomotorie ai pericoli percepiti. L’attivazione di questa parte del cervello, in assenza di una reale minaccia, durante la fase di sonno REM,  provoca una sensazione di presenza intimidatoria nell’ambiente circostante.

Sempre in base alla scienza convenzionale, le possibili cause delle paralisi notturne anomale sono: forte stress, lunghi periodi di privazione del sonno, disturbi del sonno causati da abusi sessuali o repressione sessuale, predisposizione genetica.

Le paralisi del sonno da un punto di vista olistico

Abbiamo visto che la scienza ufficiale liquida sbrigativamente le esperienze sensoriali, che si verificano durante le paralisi, come mere allucinazioni. Alla luce dei miei 30 anni di esperienza e delle osservazioni effettuate su fenomenologie di questo tipo, mi permetto di confutare tale affrettata conclusione.

Giustamente la scienza ufficiale ci mette in guardia dall’eccesso di credulità. D’altro canto il buon senso ci suggerisce di usare cautela anche nei confronti degli eccessi di superficialità. Eccessi perpetrati dalla scienza convenzionale e che spesso, come già accennato, spingono molte persone a non parlare del problema per timore di venire ridicolizzate o congedate con la fatidica frase “è tutto nella tua testa”.

Dicevamo che liquidare il fenomeno come puramente allucinatorio non è né corretto né tanto meno saggio.

Questo per 4 fondamentali motivi:

  1. Le esperienze sensoriali hanno un carattere archetipico. In parole più semplici, le apparizioni hanno caratteristiche comuni da soggetto a soggetto. Tale natura “archetipica” fu abbondantemente studiata dallo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung. Se fossero solo allucinazioni non troveremmo 2 testimonianze simili nemmeno esaminando milioni di casi.
  2. In alcuni casi le persone che dormono insieme alle vittime di paralisi riferiscono di percepire anch’esse “qualcosa di strano”: cose che vanno da semplici sensazioni sgradevoli al rilevamento sensoriale di rumori, forme antropomorfe o esperienze tattili.
  3. Sempre in alcuni casi si rilevano, sulle vittime di paralisi, effetti oggettivi ovvero lievi lesioni fisiche come graffi, accenni di morso, punture o lividi (questi ultimi generalmente sulla zona toracica). In una percentuale più ristretta si hanno anche danni agli oggetti circostanti come la lacerazione delle lenzuola o delle coperte del letto. Sarebbe un controsenso attribuire tali lesioni o danni a movimenti inconsulti della vittima in quanto, durante gli episodi, quest’ultima è completamente immobilizzata dalla paralisi.
  4. Si è riscontrata un’incidenza maggiore, per quanto riguarda le esperienze sensoriali, nei soggetti con gruppo sanguigno Rh-. Anche qui, se si trattasse di semplici allucinazioni non si spiegherebbe questa bizzarra anomalia.

Dobbiamo quindi far rientrare le paralisi notturne, all’interno della cerchia di fenomenologie note come “attacchi da parte di entità parassite”.

Che cosa sono le paralisi del sonno?

Anche la scienza ufficiale sta constatando, sempre con estrema cautela, che l’universo in cui viviamo è multi dimensionale. Pertanto il piano fisico non è l’unico esistente. Ci sono dimensioni più sottili e, presumibilmente, più grossolane della nostra.

Ora, nulla vieta che queste dimensioni siano abitate da esseri o, più in generale, da energie che a volte si manifestano nel piano fisico sconfinando dalla loro dimensione. Quando queste entità si manifestano nel piano fisico tendono ad assumere l’aspetto o la forma archetipica che il nostro inconscio attribuisce loro. Possiamo definire le “entità parassite” come energie trans dimensionali che hanno degli interessi nel piano fisico, e che quindi possono manifestarsi nella nostra dimensione utilizzando soggetti umani come tramite.

Le domande che a questo punto sorgono spontanee sono: perché queste manifestazioni sono così paurose e, soprattutto, possono effettivamente farci del male?

Come affrontare ed eventualmente sconfiggere le paralisi del sonno

In risposta a queste domande vorrei fornire alcune linee guida che potrebbero essere utili sia per mitigare che per superare tali spiacevoli esperienze.

1. Tutto ciò che non conosciamo ci spaventa.

Ecco il motivo principale per cui questi fenomeni ci appaiono terrificanti. Pertanto l’antidoto numero uno è la conoscenza o la presa di consapevolezza. E’ bene sapere che queste famose “entità parassite”, sul nostro piano fisico, hanno dei poteri MA NON TUTTI I POTERI! Ovvero, dispongono del potere che concediamo loro. Per capire meglio possiamo paragonare un’entità parassita ad una carta di credito ricaricabile. Quanto potere ha una carta ricaricabile? Dipende ovviamente dalla quantità di denaro che carichiamo sulla carta. Più denaro carichi più la carta avrà potere. L’entità parassita è un po’ come quella carta, più carica le diamo più potere acquisisce.

L’unica differenza è che la moneta con la quale l’entità si carica non è ovviamente l’Euro ma sono le nostre emozioni, in particolare la paura. Il potere che l’entità ha su di te è direttamente proporzionale alla quantità di paura che hai di essa. Un antico detto orientale afferma che “al di sopra della natura ci sono gli dei ma, al di sopra degli dei, c’è l’uomo perché l’uomo può scegliere!” Perciò scegli la conoscenza a discapito della paura.

2. Non permettere alle persone di farti credere di essere posseduto.

Se soffri di paralisi del sonno, non permettere a nessuna persona “religiosa” di spaventarti. Se ti rivolgi a un ministro del culto per chiedere aiuto, non lasciarti convincere che devi donare soldi alla chiesa per risolvere il tuo problema. Non c’è nessun demone da espellere dentro di te. Non permettere a nessuno di provare a manipolarti su questo punto o di farti credere che c’è qualcosa che non va in te. Yogananda diceva che l’unico vero peccato è l’ignoranza e la bigotteria ne è la forma peggiore.

3. Fai letture spirituali e pratica la meditazione.

Ho avuto modo di constatare che coloro che si interessano di spiritualità o praticano una qualsiasi forma di meditazione vanno meno soggetti ad episodi di paralisi del sonno. Per quanto riguarda le letture spirituali posso consigliarti di leggere libri di Osho, Krishnamurti, Guirdjeff o Yogananda. Leggi anche il mio commento allo Yoga Sutra 38 di Patanjali, lo puoi trovare cliccando qui.

4. Fai pace con il tuo passato.

Le entità parassite, oltre che della tua paura, si nutrono anche dei rancori che hai su esperienze del tuo passato. La meditazione e la spiritualità possono aiutarti anche a lasciar andare i carichi sospesi del passato e, quindi, a non offrire più “cibo ghiotto” a queste energie.

***

Spero che questo breve articolo ti sia stato d’aiuto per comprendere meglio il problema delle paralisi notturne. Ricorda sempre che le cose non sono né buone né cattive ma è la definizione e la carica emotiva che diamo ad esse a provocarci sofferenza.

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