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Ipnosi regressiva storie vere – Parte seconda

Ipnosi regressiva storie vere
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Ecco altre due esperienze reali di regressione a vite precedenti che hanno avuto un epilogo risolutivo su problematiche della vita attuale.

Morto sotto una cascata

C’era un uomo che aveva paura che l’acqua gli cadesse sulla testa. Non era nemmeno in grado di stare sotto la doccia senza entrare in ansia. Non aveva paura del fiume o del mare, sapeva anche nuotare bene, ma non poteva tollerare che l’acqua gli cadesse direttamente sulla testa. Questo appariva abbastanza strano per la sua famiglia, ma nessuno era in grado di capirlo o spiegarlo.

Quando ha deciso di effettuare una regressione alle vite passate, riuscì ad evocare una vita precedente in cui era un archeologo. Lavorava in uno scavo dove stavano affiorando parecchi reperti storici preziosi di antiche civiltà. Come parte del suo lavoro di ricerca, stava scavando in una grotta. Terminato il suo turno di lavoro, stava cercando di uscire dalla grotta quando improvvisamente il soffitto della caverna crollò e una pesante cascata d’acqua e detriti gli precipitò sulla testa.

Poi ha iniziato a percepire quella situazione come se la stesse vedendo mentre galleggiava nell’aria. Questa era una chiara prova che aveva attraversato la barriera della morte mentre quell’enorme massa d’acqua e pietre gli stava cadendo in testa. Fu chiaro che la sua strana fobia per l’acqua che gli cadeva sulla testa era venuta da questa esperienza di vita precedente.

Dopo aver rielaborato i ricordi di questa vita passata, la sua paura è svanita e poi ha iniziato a condurre una vita normale. Ora può stare sotto la doccia senza spaventarsi.

Sacrificato dal santone

Un giorno venne a farmi visita un imprenditore di successo il cui problema era che veniva sempre imbrogliato o pugnalato alle spalle dalle persone di cui si fidava di più. Questo lo aveva portato, più che legittimamente, a sviluppare una diffidenza generalizzata verso chiunque. Il suo intento era di gestire questo problema con l’aiuto dell’ipnosi regressiva. Quando ha iniziato a creare la storia nel suo viaggio alle vite precedenti, ha evocato un luogo che sembrava essere un rudimentale tempio, riconducibile a qualcuna delle innumerevoli sette religiose dell’India. Poi mi ha detto che stava ascoltando dei canti e che probabilmente erano in un dialetto indigeno. Gli ho chiesto di dirmi cosa stava ascoltando. Ma esitava a raccontare quello che sentiva.

Ha anche detto che avvertiva una paura nella sua mente mentre ascoltava i canti. Inizialmente ha riferito che non riusciva a capire se quelle parole potessero o meno avere un senso, dato che non conosceva nessuna lingua indiana. Quando ancora ho insistito, ha detto che stava vedendo una persona che sembrava essere il capo spirituale della setta. Quel santone insisteva fermamente sul fatto che non doveva rivelare i versi del canto.

Gli ho detto che andava bene comunque, poiché anche il santone è un’evocazione come quelle parole, quindi eventuali sue minacce o imposizioni non avrebbero alcun potere in questo contesto. Quindi ha iniziato a riportarmi il significato delle parole mentre le stava ascoltando nella sua visione. Non era sicuro che avrebbero avuto senso ma, su mia insistenza, continuò a riferirle mentre sentiva. Ha anche detto che vedeva il santone infastidito e arrabbiato mentre mi riferiva quelle parole. Ma più tardi ha detto che il losco soggetto era scomparso.

Dopodiché ricominciò a parlare di se stesso e mi disse che era un discepolo di quella setta e che era stato offerto come sacrificio umano a un dio, in modo che il capo della setta potesse ottenere dei poteri. Ha quindi capito perché il santone gli aveva precedentemente impedito di raccontare i versi e vedere oltre. Quelle parole erano dei mantra usati in alcune procedure di adorazione nei tempi antichi per sacrificare l’essere umano agli dei e ottenere alcuni poteri malvagi mortali. Alla fine della visione, la persona ha effettivamente finito per attraversare la barriera della morte.

Ciò significa che il suo maestro spirituale lo aveva sacrificato a qualche dio, per ottenere dei poteri psichici. Poi si rese conto che il santone, di cui si era fidato di più e per cui aveva lasciato la sua casa, lo aveva orribilmente ingannato. Ecco perché continuava a cadere nella trappola di essere pugnalato alle spalle da persone di cui si fidava, e questo schema si perpetrava anche nella vita attuale! Comprendendo questo, ha iniziato a vedere i modi in cui poteva impedirlo, e ora è fuori da questo circolo vizioso in cui chiunque è un potenziale traditore.

Questa è stata un’esperienza davvero insolita e triste, in quanto ha rivelato chiaramente la presenza di alcune pratiche che nessuno può nemmeno immaginare essere vere. Inoltre, la visione è stata vissuta da una persona che non ha avuto rapporti con l’India o con alcuna lingua indiana, non si ha nemmeno modo di sospettare che potrebbe essere la sua immaginazione, specialmente quando i versi sanscriti che aveva riportato corrispondevano alle vere scritture per tale scopo. Cose del genere erano effettivamente presenti in India circa 700 anni fa.

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