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L’ipnosi e gli Yoga Sutra di Patanjali

L’ipnosi e lo yoga sono associati a fenomeni simili come il rilassamento, le condizioni di super coscienza, l’acquisizione di maggior controllo sulle attività della mente, l’accesso a contenuti akashici, l’aumento della concentrazione e l’acquisizione di poteri psichici.

Mentre alcuni ricercatori considerano lo yoga una forma di ipnosi, altri notano che ci sono molte somiglianze tra la gli stati di coscienza meditativi e quelli ipnotici. Al di là di questo non vi è dubbio che tutte le tradizioni mistiche, sia orientali che occidentali, utilizzano l’ipnosi come facilitatore della meditazione e per il conseguimento di condizioni elevate della coscienza.

Gli studi mostrano che ci sono somiglianze tra la condizione della coscienza nell’ipnosi e negli yoga sutra di Patanjali, nella sensibilizzazione e nell’approfondimento degli stati nell’ipnosi e nel Samadhi. Si riscontrano analogie anche tra i fenomeni presenti nell’ipnosi e i tipi di “siddhi” (poteri psichici) che sono ottenuti attraverso il Samadhi, le tecniche terapeutiche e il processo terapeutico negli yoga sutra e nell’ipnosi di Patanjali.

La coscienza nello Yoga

La coscienza nello yoga può essere concettualizzata come l’idea di coscienza di William James. William James ha paragonato la coscienza a un flusso ininterrotto e continuo. Questo flusso, tuttavia, passa attraverso continui cambiamenti e distorsioni. Patanjali, negli yoga sutra, afferma che ci sono sette stati di coscienza.

Questi sette stati sono i seguenti:

  1. Veglia
  2. Sonno profondo
  3. Sonno con sogni
  4. Turya
  5. Il quinto stato è definito come “dimorare nella mera non-dualità”, con ogni divisione estinta.
  6. Il sesto stato è descritto come dove dimora “senza nodi”, o liberazione in vita.
  7. Il settimo stato è lo stato di illuminazione, che è lo stato di liberazione senza corpo.

Turya è descritto come un tranquillo insediamento nello stato di liberazione e di testimonianza nell’azione. E’ spiegato nella Mandukya Upanishad come: ” … quello privo di parti, senza suono, l’incomprensibile, al di là di tutti i sensi, sospensione di tutti i fenomeni, essenza di beatitudine  e non – duale AUM, è il quarto e, in verità, si tratta dello stesso Atman. Colui che conosce questo, fonde il suo sè nel supremo sé – l’ individuale nel totale “.

 Poiché non vi è un senso distorto di sé in questo stato, può essere considerato come una condizione di super coscienza. Lo stato di super coscienza, o trance yogica, è quello del Samadhi. È descritto dal termine sanscrito “sat-chit-ananda”, che si traduce in verità-coscienza-beatitudine. Ciò si riferisce a un diverso regno di esperienza che è possibile descrivere solo per metafore e paradossi.

Secondo Patanjali, il Samadhi è l’obiettivo dello yoga. Può essere definito come il punto di coscienza oltre il quale non rimane nient’altro. È il livello di coscienza più profondo dove non rimane nemmeno il senso di individualità.

Yoga e ipnosi

Dalla letteratura esaminata si può vedere che gli stati di trance dello yoga e dell’ipnosi hanno alcune somiglianze. Lo yoga può essere considerato una forma di ipnosi e sono state notate molte somiglianze tra lo stato di trance dell’ipnosi e lo yoga. E’ anche interessante notare che, ad esempio, una persona con scarse capacità di entrare in trance, può acquisire notevoli abilità ipnotiche praticando alcuni esercizi consigliati dallo yoga.

Concetti psicologici negli yoga sutra di Patanjali

Ci sono molte idee negli yoga sutra di Patanjali che sono parallele e assomigliano a concetti presenti in psicologia. Si dice che la mente, come descritto negli yoga sutra di Patanjali, sia composta dal conscio, dal subconscio e dall’inconscio. Patanjali afferma anche che l’auto-realizzazione può aver luogo solo quando la mente cessa la sua attività e non è più influenzata dagli attributi della materia fisica. Solo quando c’è una cessazione dell’identificazione con il mondo oggettivo esterno, la mente è in grado di vedere le cose come sono.

Questo è simile all’idea, in psicologia, della presenza di sistemi di credenze attraverso i quali diamo un senso al mondo. I sistemi di credenze possono essere descritti come modelli organizzati di pensieri e comportamenti, oppure come strutture che organizzano la nostra conoscenza e le nostre ipotesi per interpretare ed elaborare le informazioni. Essi influenzano la nostra attenzione a una situazione e influenzano anche ciò che cerchiamo nelle situazioni. Sono infatti i sistemi di credenze che guidano il nostro pensiero e l’elaborazione delle informazioni.

Tutte le informazioni che vengono ricevute dal mondo esterno vengono interpretate attraverso i sistemi di credenze. Per ottenere una comprensione oggettiva della realtà, è necessario guardare le informazioni al di fuori dei sistemi di credenze. Questa è essenzialmente la stessa idea che è presente anche negli yoga sutra di Patanjali.

La mente, spiega Patanjali, è colorata e condizionata dalle sue simpatie, antipatie e false credenze. Spiega inoltre che la realtà esterna si sovrappone alle modificazioni della mente. Ciò può provocare un’identificazione errata che porta a sentimenti di gioia, tristezza, paura, simpatia, antipatia, ecc. La sofferenza è il risultato dell’identificazione della mente con gli oggetti esterni. Per superare la sofferenza questa associazione deve essere spezzata.

Le modificazioni della mente

Le modificazioni della mente, secondo gli yoga sutra, sono di cinque tipi e possono essere dolorose o piacevoli. Un oggetto (o un evento) di per sé non è né doloroso nè piacevole, ma è la mente che lo rende tale. È l’attaccamento che si ha verso gli oggetti che provoca attrazione e repulsione nei loro confronti. L’abbandono di questo attaccamento dà origine alla libertà aiutando così a controllare il piacere e il dolore che si sperimentano. Questo è simile al concetto di psicoterapia cognitiva e ipnoterapia cognitiva.

La teoria cognitiva afferma che le persone tendono a percepire e interpretare le situazioni in modi caratteristici che colorano i loro sentimenti e modellano i loro comportamenti. Le persone hanno spesso pensieri spontanei e automatici sulle loro situazioni passate, presenti o future. Non sono consapevoli dei pensieri automatici ma delle emozioni che ne derivano. Queste emozioni provengono dalle credenze e dalle idee che sono incorporate nelle strutture mentali. Sono anche chiamate schemi. Gli schemi hanno la capacità di influenzare l’elaborazione delle informazioni, e la percezione degli eventi esterni è colorata dagli schemi che guidano l’individuo. Questo fa sì che l’individuo deduca un evento esterno come positivo o negativo, piacevole o doloroso.

La percezione

Gli yoga sutra spiegano anche la teoria yogica della percezione. Patanjali sostiene che, anche se l’oggetto è uno, viene percepito in modo diverso in tempi diversi e da persone diverse a seconda della differenza delle condizioni mentali. È questa differenza di percezione che rende l’oggetto capace di indurre piacere, dolore o sofferenza. Una volta che la percezione è stata ripulita dalle modificazioni mentali e dagli schemi, gli eventi esterni non riescono pi§ a evocare dolore e sofferenza nell’individuo. Questo è simile al principio della terapia cognitivo-comportamentale.

La memoria

Negli yoga sutra troviamo anche il concetto di memoria conscia e subconscia. La memoria cosciente implica il ricordo di cose già vissute. Questo è diverso dalla memoria subconscia che si riferisce a cose che non si ricordano coscientemente. I ricordi della memoria subconscia possono manifestarsi nei sogni o quando un oggetto aggancia un ricordo di una vita precedente. I sutra sostengono anche che i ricordi coscienti sono distorti a causa delle nostre impressioni che vengono ricordate come tali e non come ciò che era la realtà. Ciò è in linea con l’idea che la memoria sia un processo ricostruttivo.

Il dolore e la sua causa

Patanjali spiega che il dolore non è nel presente ma è radicato nel passato. E’ l’agonia che è presente nel nostro stesso essere. Tutti provano dolore ma non tutti ne sono consapevoli. Si pensa che il dolore sia alla base di tutto e Patanjali parla anche di tre diversi tipi di dolore.

  • Il primo tipo di dolore è il cambiamento: la vita si trasforma in morte
  • Il secondo è l’ansia acuta: la realizzazione materiale, il successo, l’amore fisico, prima o poi, danno origine all’ansia;
  • Il terzo dolore è l’abitudine, ci si abitua alle cose e poi si ha paura di perderle.

Somiglianze tra sensibilizzazione e approfondimento nell’ipnosi e nello yoga

Il processo di raggiungimento dell’ipnosi è indicato come processo di sensibilizzazione. Uno di questi è il metodo di fissazione dell’occhio. In questo metodo, il cliente viene istruito a mantenere uno sguardo fisso su un oggetto. Potrebbe trattarsi di qualsiasi oggetto, un punto sul muro, la mano dell’operatore, un dito tenuto davanti agli occhi del cliente o anche una piccola sorgente luminosa. Questo metodo è simile alla tecnica descritta negli yoga sutra, in cui l’aspirante si concentra su un oggetto, interno o esterno, che potrebbe essere l’immagine di una divinità, una fiamma, la punta del naso o anche concentrarsi tra le sopracciglia per ottenere il Samadhi.

Somiglianze tra fenomenologie nell’ipnosi e nello yoga

Nell’ipnosi, c’è un cambiamento nella percezione del mondo esterno e dell’ambiente interno. Alcuni di questi cambiamenti possono essere paragonati ai “siddhi” (poteri psichici) descritti nei sutra dello yoga di Patanjali. Il tempo soggettivo sembra muoversi lentamente e un’ora può sembrare essere stata solo di pochi minuti. I ricordi di eventi remoti del passato vengono richiamati con maggiore accuratezza.

Durante l’ipnosi, la potenza di gruppi muscolari selezionati può essere aumentata, il che equivale al raggiungimento della forza. Questo aumento della forza può essere mantenuto dopo lo stato di trance attraverso l’uso della suggestione post-ipnotica. La temperatura corporea può essere aumentata nella trance dell’ipnosi; questo si trova anche negli yoga sutra.

L’azione degli organi può essere cambiata, e anche questo è un siddhi. L’udito e il tatto possono diventare più sensibili nell’ipnosi (iperestesia). E’ anche possibile il manifestarsi di chiaroveggenza o chiaroudenza. Questo è analogo al siddhi dell’udito divino. Vediamo quindi che ci sono effettivamente delle somiglianze tra fenomenologie ipnotiche e i siddhi descritti nei sutra di Patanjali.

Somiglianze tra processo terapeutico e tecniche nell’ipnosi e negli yoga sutra di Patanjali

L’ipnosi e l’ipnoterapia sono un fenomeno paradigmatico. Sfida i presupposti fondamentali del sé e della realtà. Le percezioni e le convinzioni di un individuo possono essere ribaltate attraverso l’ipnosi e l’ipnoterapia. L’ipnoterapia ritiene inoltre che gli schemi o le strutture cognitive regolino il funzionamento o l’adattamento psicologico e diano un significato alle relazioni contestuali.

L’assegnazione di significato a livello conscio e inconscio attiva strategie di adattamento comportamentali, emotive e di altro tipo. Uno degli assiomi essenziali dell’ipnoterapia è che i significati non rappresentano sempre la realtà ma sono una costruzione di un dato contesto o obiettivo e sono soggetti a distorsioni cognitive.

Alcuni individui sono vulnerabili alle distorsioni cognitive. Questo è lo stesso delle modifiche mentali che influenzano la percezione della realtà come spiegato dagli yoga sutra. Le tecniche di Patanjali e l’ipnosi consentono l’accesso a processi al di sotto della soglia di consapevolezza, che aiutano a limitare le modifiche mentali tossiche.

Come le tecniche descritte negli yoga sutra per benefici terapeutici, anche l’ipnosi induce il rilassamento, che è efficace nel ridurre l’ansia. Promuove anche il rafforzamento dell’amore di sè attraverso la ripetizione di suggerimenti positivi a se stessi che vengono incorporati nella mente inconscia. Questi quindi esercitano un’influenza automatica su sentimenti, pensieri e comportamenti. Ciò aumenta la fiducia in se stessi e l’autostima.

La consapevolezza

L’ipnosi e le tecniche degli yoga sutra facilitano il pensiero divergente, massimizzano la consapevolezza tra diversi livelli di funzionamento del cervello. Entrambi hanno un impatto diretto sulla focalizzazione dell’attenzione e della concentrazione. Aiutano anche a dirigere l’attenzione su esperienze più ampie come sensazioni di calore, sensazione di felicità, sensazione di appagamento e sensazione generale di benessere.  Servono per espandere queste esperienze nel presente, nel passato e nel futuro. Questi facilitano la ristrutturazione di realtà disfunzionali.

Anche se la psicoterapia moderna adotta un paradigma curativo e lo yoga di Patanjali opera attraverso un paradigma preventivo, ci sono somiglianze nelle tecniche terapeutiche e nel guadagno terapeutico ottenuto dall’ipnosi e dagli yoga sutra. Poiché è già stato sottolineato che l’antico paradigma indiano della coscienza è olistico ed è correlato alla salute mentale, la trance nello yoga può essere utilizzata nei moderni processi psicoterapeutici.

Si evidenzia quindi che ci sono effettivamente somiglianze ipnotiche nello yoga per quanto riguarda la concettualizzazione e lo stato potenziato di coscienza.

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