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Risveglio spirituale, Sufismo e lavoro sui sogni

Il risveglio spirituale è la risposta a una chiamata. Di nostra iniziativa non ci allontaneremmo mai dal mondo e non inizieremmo mai il lungo e doloroso viaggio verso casa.

Ma qualcuno ci chiama, ci chiama dal profondo del nostro cuore, risvegliando il nostro desiderio più profondo. Questo richiamo è come un filo d’oro che seguiamo e che ci guida sempre più in profondità, puntandoci sempre verso l’aldilà.

È allo stesso tempo intimo e sfuggente, perché non appartiene alla mente ma al nucleo più profondo del nostro essere. Lo sentiamo più facilmente quando la mente cosciente è ferma, ad esempio durante la meditazione o quando siamo circondati dalla bellezza della natura.

Ma spesso è nei sogni che questo richiamo si sente più chiaramente. Nel sonno, quando il mondo esterno scompare, il nostro segreto più intimo può parlarci e guidarci in questo viaggio difficilissimo.

I sogni sono come specchi in cui possiamo vedere noi stessi. Riflettono il nostro io nascosto, rivelando il vero volto della nostra natura. Nel sonno ci vengono mostrati i misteri, la bellezza e l’orrore del nostro mondo interiore. Attraverso i sogni possiamo conoscere questa terra strana eppure familiare.

E quando ci svegliamo, i nostri sogni possono essere una porta attraverso la quale possiamo tornare in questo mondo interiore, possiamo entrare nel paesaggio dell’anima.

Il passaggio segreto

È attraverso questo paesaggio interiore che il viaggiatore spirituale deve trovare la sua strada. La ricerca spirituale ci porta in profondità nei luoghi nascosti dell’anima, attraverso i fiumi, le montagne e i grandi oceani della psiche.

In Occidente abbiamo guardato così a lungo solo al mondo esterno che abbiamo dimenticato che il viaggio più grande è all’interno. È dentro di noi che si trovano la vera bellezza e il mistero.

Come dice Sant’Agostino: Gli uomini viaggiano per meravigliarsi dell’altezza delle montagne, delle enormi onde del mare, del lungo cammino dei fiumi, della vastità del mare, del moto circolare delle stelle, ma passano distratti senza meravigliarsi.

Il percorso che dobbiamo seguire è dentro di noi, e qui, nella psiche, ci sono le guide che possono aiutarci in questo viaggio. Sono le figure interiori della saggezza, come gli spiriti guida e l’eterno e innocente bambino.

Queste figure aspettano da tempo che ci rivolgiamo a loro e chiediamo il loro aiuto. Conoscono la strada più diretta che ci porterà a casa e, nei nostri sogni, ci vengono incontro. Il più delle volte ci parlano nell’antico linguaggio dei simboli e delle immagini.

Per utilizzare al meglio la loro saggezza dobbiamo imparare questo linguaggio simbolico dell’anima. È per questo motivo che i Sufi hanno a lungo valorizzato la saggezza dei sogni e cercato di comprendere il significato delle loro immagini.

La trasformazione interiore

La vita spirituale è un processo di trasformazione interiore, in cui l’intera struttura psichica del ricercatore viene alterata. Questi cambiamenti iniziano nel profondo dell’inconscio, nelle radici stesse del nostro essere; spesso la mente cosciente è l’ultima a essere influenzata.

Come semi piantati nel profondo della terra, i processi spirituali germogliano lentamente e possono richiedere anni per fiorire nella coscienza. Ma i sogni ci parlano di questi cambiamenti, della meravigliosa alchimia della psiche che trasforma la nostra oscurità interiore in oro.

Se ascoltiamo questi sogni, vedremo il nostro percorso interiore dispiegarsi. Da questo ascolto possiamo trarre incoraggiamento e imparare a vivere in armonia con questi processi interiori. Se la nostra mente cosciente sa qualcosa di ciò che sta accadendo nel profondo, siamo in grado di collaborare il più possibile e di non interferire con questo misterioso ma altamente dinamico svolgimento.

La psicologia moderna ha un valore inestimabile, poiché fornisce un linguaggio con cui possiamo discutere e comprendere i processi di trasformazione interiore. In particolare, il lavoro di Carl Jung e della scuola di psicologia junghiana offre l’esplorazione più dettagliata delle dinamiche psicologiche sperimentate sul cammino spirituale.

Prima dell’avvento della psicologia junghiana, sono stati gli alchimisti che, nella nostra cultura occidentale, hanno descritto in modo più completo questi processi. Ciò con cui gli alchimisti lavoravano nelle loro provette e nei loro crogioli erano i contenuti proiettati del loro stesso inconscio; e la natura simbolica e spesso paradossale dei testi alchemici riflette il mondo irrazionale della psiche.

La riscoperta di Jung

Jung riscoprì la natura interiore dell’opera alchemica e tradusse l’antica saggezza degli alchimisti nel linguaggio della psicologia. Integrando la tradizione alchemica con le sue esperienze personali dell’inconscio, ha tracciato una mappa dell’inconscio che fornisce al ricercatore contemporaneo una solida base per comprendere ciò che accade nella psiche.

Il sufismo ha sempre sottolineato l’importanza degli aspetti psicologici del viaggio interiore. Il lavoro psicologico è una tappa preliminare necessaria del cammino, in particolare il lavoro sull’ombra, la purificazione della nostra natura inferiore e dell’oscurità interiore.

I processi di integrazione e purificazione psicologica creano uno spazio interiore incontaminato, all’interno del quale il viandante può conoscere i segreti dell’anima, i profondi misteri del cuore. Tuttavia, il linguaggio e la terminologia della maggior parte dei trattati psicologici sufi appartengono a una cultura diversa da quella del ricercatore occidentale e queste opere non sono facilmente accessibili.

L’integrazione della psicologia junghiana nel quadro del sentiero sufi offre al ricercatore un prezioso strumento di lavoro per comprendere le trasformazioni psicologiche del cammino: come l’oscurità dell’ombra viene affrontata e trasformata, come il nostro partner interiore ci viene incontro e ci aiuta nel viaggio, come il Sé sorge dall’inconscio e, attraverso i suoi simboli, rivela la nostra interezza primordiale, il potere e la bellezza della nostra natura più intima.

Viaggiare oltre l’ego

Tuttavia, allo stesso tempo, molti aspetti del cammino non possono essere compresi da una prospettiva esclusivamente psicologica. Il ricercatore cerca di viaggiare ben oltre l’ego, persino oltre i confini della psiche. In questo percorso che conduce all’Infinito, l’approccio psicologico deve essere integrato con una prospettiva spirituale, e questo è particolarmente importante nel lavoro sui sogni.

Mentre alcuni sogni possono essere compresi da un punto di vista puramente psicologico, i ricercatori hanno spesso sogni che richiedono un contesto spirituale, una comprensione della natura del viaggio che conduce all’oceano infinito dell’amore.

Alcuni sogni non hanno solo un significato personale per il soggetto sognatore ma, come i miti o le fiabe, ci parlano della natura archetipica di questa ricerca.

Come per le antiche storie sufi, lavorare su questi sogni può aiutarci a familiarizzare con le misteriose vie del cuore e a trovare e seguire il filo quasi invisibile che ci conduce a casa.

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