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3 pratiche di ascolto profondo per il benessere dell’Anima

Ascolto profondo
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Una specie di macigno mi opprime il petto. Mi sento soffocare sotto il peso delle mie stesse emozioni represse e inespresse. 

Quante volte ti sei sentito così?

Quante volte ti sei svegliato sentendoti come se non volessi alzarti dal letto?

Quante volte hai portato in giro sentimenti oscuri, intensi, noiosi o debilitanti non solo per giorni, ma per SETTIMANE? Forse anche mesi o anni.

Se questo sei tu, lo capisco. Ci siamo passati un po’ tutti quanti. E ho qualcosa da condividere con te che ha aiutato sia me che tantissime altre persone.

Il potere dell’ascolto profondo.

Che cos’è l’ascolto profondo?

L’ascolto profondo è la pratica di rivolgersi ai propri sentimenti ed emozioni.

La maggior parte di noi ha la tendenza a scappare da tutto ciò che provoca disagio interiore. Ovviamente non è motivo per sentirsi in colpa in quanto è una cosa del tutto naturale.

Ma intorpidire, evitare e rifiutare il nostro dolore lo rende più grande e “più spaventoso” di quanto non sia veramente.

Quando ci rivolgiamo al nostro dolore con curiosità e dolcezza, spesso troviamo un immediato senso di sollievo.

L’ascolto profondo non è la solita trovata new age, è un’antica pratica che si può trovare in molte culture, come i popoli indigeni australiani (dove è conosciuta come Dadirri).

Perché le emozioni non digerite sono il tuo peggior nemico

Hai bisogno di digerire le tue emozioni. Sì, mi hai sentito.

Le emozioni non sono spazzatura – non sono fatte per essere riposte nel cestino della tua psiche. Sono fatte per essere sentite. 

La stessa parola “emozione”, coniata nel XVI secolo, e le sue radici risalgono alla parola francese émouvoir che significa “eccitare, suscitare”.

Più recentemente, l’emozione è stata spiegata come e-mozione, o energia in movimento.

Lasciare che questa energia si muova dentro di noi è il processo più naturale e organico. Ma a causa del nostro condizionamento culturale, religioso e spesso familiare, ci viene insegnato il contrario.

A seconda del contesto culturale da cui proveniamo, ci viene insegnato che ad esempio “essere arrabbiati” è cattivo e pericoloso.

Il pianto è guardato dall’alto in basso come “debole” o “melodrammatico”. 

Anche esprimere gioia o eccitazione intensa è visto come “ricerca di attenzione” o “inappropriato”.

Ma, come scrive il nostro saggio/psicologo preferito Carl Jung,

“Ciò a cui resisti, persiste”.

Quella rabbia nascosta non andrà da nessuna parte. Quel dolore sepolto non solo non scompare: rimane compresso nella tua psiche, nel tuo inconscio. Dentro il tuo corpo.

Diventa parte del tuo sé ombra e favorisce la perdita di connessione con la tua anima.

Come praticare l’arte dell’ascolto profondo

Alla radice della maggior parte dell’ansia e della depressione ci sono le emozioni non digerite.

Le persone sono o appesantite da questa energia (come nella depressione) o ne sono iperstimolate (come nell’ansia). A volte, sperimentiamo entrambi gli scenari sfortunati.

Ma quello che ho scoperto più e più volte – dalle storie personali dei miei Clienti, dalla mia esperienza e dall’osservazione non giudicante del comportamento umano  – è che devi mettere in pratica una cosa:

Ascolto profondo.

Ed è una pratica intensamente spirituale. È anche alla base del lavoro interiore.

Ecco come puoi portare questa pratica nella tua vita:

1. Centratura cuore-intestino

Secondo la moderna fisiologia, abbiamo tre cervelli: la testa, il cuore e l’intestino.

Abbiamo molta esperienza nell’uso della testa, ma tendiamo a trascurare il cuore e l’intestino.

Viviamo come menti disincarnate, fluttuiamo durante le nostre giornate a malapena consapevoli del nostro paesaggio interiore. Chi può biasimarci? Siamo condizionati ad essere così.

Ma la semplice pratica di mettere una mano sul cuore e l’altra sullo stomaco può cambiare tutto.

Quindi, per favore, prova questo.

La prossima volta che ti senti sopraffatto da emozioni non metabolizzate, vai in un posto tranquillo. Metti una mano sul tuo cuore e l’altra sul tuo intestino e stai fermo.

Sintonizzati su te stesso. 

Questa è l’essenza dell’ascolto profondo.

Quando si esegue questa pratica, le emozioni spesso salgono in superficie. Le lacrime a volte possono sgorgare. La rabbia risorta può iniziare a bruciare come un vulcano.

In breve: l’energia sepolta all’interno torna a vivere.

Questa è una buona cosa.

Mettendo una mano gentile sul tuo cuore e l’altra sul tuo intestino, stai risvegliando l’intelligenza e la saggezza insite lì dentro. Il tuo unico compito è essere rilassato, aperto e ricettivo.

E ricorda, se in qualsiasi momento questa pratica di centratura cuore-intestino diventa troppo intensa, puoi fermarti. Fai qualcos’altro. Bevi una tazza d’acqua, fai uno spuntino o una passeggiata nel verde.

2. Cosa puoi sentire in questo momento, fino al più piccolo dettaglio?

Poni a te stesso la semplice domanda “Cosa posso sentire in questo momento, fin nei minimi dettagli?” è una semplice porta verso un ascolto profondo.

Provalo per un momento.

Smetti di leggere, chiudi gli occhi (o distogli lo sguardo) e nota ogni suono che emerge in questo spazio presente.

Cosa puoi notare?

Forse c’è rumore di traffico in lontananza. Forse un uccellino canta, un cane sta abbaiando dall’altra parte della strada, qualcuno sta parlando nell’altra stanza. Potresti anche notare il suono del tuo respiro.

Questa pratica di ascolto profondo è in realtà una forma di meditazione consapevole.

Ascoltando profondamente ogni suono intorno a te, stai espandendo il tuo campo di consapevolezza. Invece di rimanere contratto, ti sentirai espanso, rinfrescato e rinnovato!

Il bello è che non solo puoi praticarlo in qualsiasi momento, ma puoi anche abbinarlo alla tecnica precedente. (Queste due azioni insieme sono pura magia!)

3. Scrittura del flusso di coscienza

Una forma più attiva di ascolto profondo può essere sperimentata attraverso la scrittura del flusso di coscienza.

Perché scrivere?

La scrittura libera energia creativa e aiuta a creare chiarezza mentale. Se sei ansioso, depresso o altrimenti gravato da molte cose nella vita, scrivere è il tuo migliore amico.

Se sei solo e non hai nessuno a cui rivolgerti, scrivi tutto.

La scrittura ha aiutato innumerevoli persone a mantenere la salute mentale mentre attraversavano periodi di crisi esistenziale o quando stavano sperimentando la notte oscura dell’anima. Anch’io lo faccio regolarmente ancora oggi!

Per iniziare il tuo flusso di coscienza procedi così:

Prendi un pezzo di carta. Puoi anche utilizzare un’app per prendere appunti sul tuo telefono o PC. Ma consiglio di usare carta e penna: rende l’esperienza più tangibile e reale.

Imposta un timer per dieci minuti, quindi inizia. Non smettere di scrivere finché il timer non si spegne.

Non pensare troppo.

Non preoccuparti della grammatica, dell’ortografia o della punteggiatura.

Non modificare, eliminare o giudicare la tua scrittura.

È sufficiente svuotare il sacco, anche se ciò che scrivi suona come spazzatura totale o senza senso.

Ricorda, il punto di questa pratica è impegnarsi in una forma attiva di ascolto profondo. In altre parole, ti stai sintonizzando ed esprimi i contenuti del tuo mondo interiore.

Una volta che hai finito, rileggi quello che hai scritto – anche questo è ascolto profondo. Stai ascoltando la verità su come ti senti.

Molte persone sono scioccate e sorprese da questa semplice pratica. Non è raro avere intuizioni improvvise o sentirsi miracolosamente alleggeriti dal proprio dolore inespresso.

Ma anche se la pratica non dà risultati eclatanti nell’immediato, continua a seguirla!

Solo l’atto di sintonizzarsi ed esternare fa già muovere l’energia soffocata dentro di te. E, attraverso la ripetizione, questa pratica di ascolto profondo può alchimizzare una profonda crescita, autoconsapevolezza e trasformazione.

Conclusione

Come esseri umani, abbiamo una componente animale e una parte divina.

Non siamo automi. Non possiamo vivere le nostre vite seppellendo la verità di ciò che vive dentro di noi. Repressione ed evitamento equivalgono solo a stagnazione e malattia.

Noi conteniamo moltitudini.

C’è così tanto dentro di noi che vuole essere visto e sentito – e questo fa parte dell’esperienza umana.

Ognuno di noi è come una galassia, con numerosi pianeti luccicanti, stelle e sistemi solari in continua espansione. 

Ma sopprimere come ci sentiamo – essere “troppo occupati” o anche solo essere innocentemente inconsapevoli della nostra realtà interiore – è come andare in giro portando una galassia morta dentro di noi.

E quando non ci sono stelle, né pianeti, niente… cosa resta?

Oscurità. Un buco nero. Un vuoto.

Praticare l’ascolto profondo significa risvegliare la galassia e le costellazioni del nostro essere interiore.

Sì, certo, all’inizio potrebbe essere scomodo. Ma presto ci sentiamo più connessi, più vivi e più animati.

Tutto ciò che dobbiamo fare è ricordarci di volgerci verso ciò che vuole semplicemente essere sentito dentro di noi piuttosto che allontanarci. 

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