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Disprezzo di sè: perchè accade e come superarlo

Disprezzo di sè
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La tua vita è un inferno. Non importa quello che fai, non importa dove vai, dentro di te c’è la sensazione incrollabile di essere patetico, inutile, brutto, stupido e un totale fallimento in tutto.

Potresti ottenere qualcosa, potresti ricevere amore e affetto, ma lo spazzoli via a causa della vergogna tossica – guidata dalla voce disgustosa dentro di te che sussurra:

Chi ti credi di essere? Tu non sei nessuno Non sei abbastanza bravo. Non sarai mai abbastanza bravo. Smettila di prenderti in giro. 

Ti ritrovi  con questa incessante sensazione di disprezzo per te stesso e odio per te stesso?

Ti senti come se, qualunque cosa tu faccia, fossi inutile, inferiore, indesiderato, senza speranza, ridicolo e non amabile? 

Ci siamo passati un po’ tutti, me compreso.

La verità è che non esiste un’unica soluzione valida per tutti, in quanto ognuno odia se stesso “a modo suo”. Ma ci sono molte vie per superare il disprezzo di sè. E il fatto che tu stia leggendo questo articolo è già un passo nella giusta direzione verso l’amor proprio e l’auto-compassione.

Definizione di disprezzo di sé

Cos’è il disprezzo di sé?

L’odio per se stessi è un’estrema avversione per ciò che si è. È alimentato da rabbia, bassa autostima e una percezione distorta di se stessi a causa di pensieri fuorvianti e convinzioni personali. Nella maggior parte dei casi, il disprezzo di sé è il risultato di un’educazione disfunzionale.

Odiare te stesso: 3 motivi per cui lo fai

Odiare te stesso è orribile. Ed è più complesso di quanto sembri in superficie.

Per superare il tuo disprezzo per te stesso, devi capire perché accade e da dove proviene questo schema.

Ci sono tre ragioni principali alla base dell’odio per se stessi:

  1. Ambiente familiare problematico
  2. Ambiente sociale problematico
  3. Tirannia dell’ego / perdita dell’anima

1. Ambiente familiare problematico

In primo luogo c’è l’ambiente familiare. Quando siamo cresciuti in una famiglia che è troppo soffocante e possessiva o troppo negligente e sprezzante nei nostri confronti – o in alcuni casi entrambe le cose – interiorizziamo l’idea che ci sia qualcosa di difettoso o sbagliato in noi. Perché altrimenti i nostri genitori o familiari si comporterebbero in quel modo? Perché altrimenti ci danneggerebbero? Mamma e papà dovrebbero amarci, giusto?

Da bambini piccoli, avevamo bisogno di vedere i nostri genitori in un modo quasi divino. Per noi, dovevano avere ragione, essere nel giusto, essere infallibili perché se avessimo diffidato di loro sarebbe stato molto difficile per noi sopravvivere (emotivamente, mentalmente e in alcuni casi fisicamente). Pertanto, invece di analizzare criticamente e condannare i nostri genitori (cosa che i bambini piccoli non hanno la capacità cognitiva di fare), abbiamo dato la colpa a noi stessi. Abbiamo sentito che c’era qualcosa che non andava in noi. Abbiamo sentito di essere sbagliati. Ci siamo sentiti cattivi e abbiamo provato vergogna per il modo in cui i nostri membri della famiglia / genitori ci hanno trattati. Ci siamo presi la colpa per qualcosa che loro hanno fatto di sbagliato.

E quindi, ecco una delle principali cause di disprezzo per noi stessi: si basa sulla convinzione centrale errata, che abbiamo adottato da bambini, che c’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato in noi.

L’amore che un bambino nutre per i suoi genitori assicura che i loro atti consci o inconsci di crudeltà mentale non vengano rilevati.

Poiché di solito ci identifichiamo con i nostri famigliari e i loro valori, il modo in cui essi ci trattano ci insegna il nostro valore come esseri umani. Assumiamo i loro atteggiamenti nei nostri confronti. L’abuso ci fa sentire inamabili e sentirsi difettosi non fa che aumentare la nostra vergogna. Inamabili, non siamo più in contatto con la nostra divinità, la nostra particolarità, la nostra validità come esseri umani. Convinti che la colpa sia di qualche difetto intrinseco, al quale siamo ciechi e impotenti, ci abbandoniamo all’auto-disprezzo.

2. Ambiente sociale problematico

L’ambiente familiare problematico contribuisce alla costruzione di un  ambiente sociale altrettanto critico. E non devi guardare molto in profondità nella società prima di imbatterti in qualche bruttura.

Oltre ai tipici casi di bullismo che vediamo nelle scuole, il nostro ambiente sociale infantile (fuori casa) potrebbe aver rafforzato ancor di più il nostro disprezzo di sé attraverso gli effetti dannosi del condizionamento dei social media e il confronto ossessivo con gli altri o con modelli di perfezione irraggiungibili.

Se hai vissuto la tua infanzia / adolescenza prima dell’avvento dei social media, potresti esserti imbattuto in insegnanti o sistemi educativi critici e guidati dalla manipolazione emotiva che ti facevano sentire inutile o inferiore se non soddisfacevi i loro standard di successo.

Qualsiasi esperienza o ambiente che ha rafforzato la falsa idea che ci sia qualcosa di sbagliato in te, ha approfondito la quantità di disprezzo per te stesso che nutrivi. E se hai mai letto la psicologia di base, saprai che alla mente piacciono gli schemi, quindi alla fine ti ritrovi in una bolla piena di pregiudizi di conferma in cui cerchi costantemente convalide alle credenze negative che hai di te stesso. Perché? Placa il bisogno della mente di controllare e comprendere la vita.

È lo stesso identico algoritmo a bolle utilizzato dai social media. Con la differenza che il disprezzo di sé agisce in tutte le aree della tua vita, sullo schermo e fuori dallo schermo.

3. Tirannia dell’ego / perdita dell’anima

Infine, arriviamo alla questione centrale di tutto il disprezzo di sé. Questo potrebbe farti alzare gli occhi al cielo o sentirti confuso, ma ascoltami.

Siamo tutti nati senza alcun senso di “me”, “mio” e “io”. Da bambini, siamo senza ego, siamo tutt’Uno con l’Universo. Ma invecchiando, per sopravvivere in questo mondo, abbiamo bisogno di separarci, per costruire un senso di sé. Per costruire un ego.

Questa separazione fondamentale dall’Universo, dal Divino, è alla radice di tutto il disprezzo di sé. Possiamo odiare noi stessi solo quando c’è qualcuno da odiare. Senza quel qualcuno, senza quell’ego, non c’è disprezzo per se stessi, e quindi nessuna sofferenza. (A proposito, questo stato di assenza di ego è stato indicato come paradiso, autorealizzazione , Nirvana, illuminazione e così via per migliaia di anni.)

La perdita dell’anima è ciò che accade quando siamo così invischiati e immersi nei nostri ego da sentirci totalmente scollegati da qualsiasi cosa buona, significativa, reale. Invece, ci sentiamo vuoti, persi, senza speranza e, in molti casi, pieni di disprezzo per noi stessi.

La buona notizia è che puoi sperimentarlo da solo – non hai bisogno di credere ciecamente a ciò che sto dicendo. E la porta per sperimentare la realtà che il tuo senso di “te” non è reale è attraverso la meditazione.

15 segni che stai lottando contro il disprezzo di te stesso

Presta attenzione a questi segni (alcuni sono sorprendenti e meno conosciuti degli altri):

  • Dialogo interiore estremamente duro (“Sono stupido” “Sono un fallito”)
  • Depressione e / o ansia
  • Sentirsi cronicamente insicuro nei confronti degli altri
  • Postura inclinata / scorretta
  • Trascurare il tuo corpo e la tua salute
  • Auto-sabotaggio e autodistruzione (non permettere a te stesso di essere felice)
  • Problemi di rabbia
  • Rifiutare complimenti, consigli o aiuto
  • Auto-isolamento
  • Dipendenza / tendenze alla dipendenza
  • Auto- martirio
  • Sentirsi come una vittima tutto il tempo
  • Mentalità disfattista
  • Senza speranza
  • Mancanza di scopo

Tutti questi comportamenti e tendenze, inevitabilmente, provocano disprezzo di sé.

Come superare il disprezzo di sé (c’è speranza)

Un senso di frustrazione, disperazione o dolore potrebbe sorgere dentro di te. Non solo ti senti tormentato dal tuo disprezzo per te stesso, ma ti senti anche vittima di esso.

Beh, la verità è che è perfettamente legittimo sentirsi vittime del proprio odio di sé. Ma non devi restare una vittima per sempre.

Hai già fatto il primo passo nella direzione della guarigione e del benessere senza nemmeno saperlo. (Ben fatto, comunque.) Successivamente, è il momento di uscire dal ruolo di vittima e entrare nel ruolo di guerriero.

Ecco alcuni modi collaudati per superare il disprezzo di sé:

1. Allontanati per un po’ dai social media

Mi hai sentito. Prenditi una pausa dai social media: una disintossicazione come dicono alla moda di questi tempi – e fissa il tuo obiettivo per 30 giorni. Se sembra troppo lungo, prova una settimana senza social media. Ovviamente TUTTI i social media!

Se devi disinstallare un mucchio di app, fallo. Se devi spingere il tuo portatile sotto il letto, fallo. Vai in modalità eremita. Dì sayōnara ai continui segnali di notifica e al flusso di vomito mentale delle altre persone. Sarai felice di averlo fatto.

Il motivo per cui ti consiglio di allontanarti dai social media è che tende a rafforzare il disprezzo di te stesso attraverso un fenomeno noto come confronto tossico. Quando andiamo sui social media, vediamo una versione accuratamente ritoccata e artificiale della vita di altre persone. Vediamo quello che vogliono che vediamo, non quello che sta realmente accadendo sotto la superficie. E confrontiamo le nostre vite con quelle versioni perfette della vita di altre persone.

Di conseguenza, iniziamo a diventare ansiosi, depressi e sì, pieni di disprezzo per noi stessi. “Perché non posso essere così magro / snello?” possiamo lamentarci mentre scorriamo infinite immagini di corpi scolpiti in bizzarre pose yoga. “La loro casa / il fidanzato / le vacanze / la vita sono fantastici e la mia … fa schifo.”

Riesci a vedere dove porta tutto questo? Sì, a sentirci orribili con noi stessi e le nostre vite.

Quindi, per favore, prendi le distanze dai social media. A proposito, secondo gli studi, le persone che si prendono una pausa dai social media riferiscono di sentirsi più felici, più rilassate e più produttive.

2. Fai una cosa gentile per te stesso ogni giorno

Non importa cosa: fai qualcosa, qualsiasi cosa di  ben intenzionato verso te stesso.

Potrebbe essere concederti un pasto in un buon ristorante, prepararsi una sana colazione, andare a letto presto, fare una passeggiata nella natura, fare un bagno caldo. Assicurati solo di farlo consapevolmente con la giusta intenzione (per mostrare gentilezza verso te stesso).

Fare una cosa gentile per te stesso ogni giorno può sembrare strano all’inizio. Quindi assicurati di scrivere in un diario i tuoi sentimenti e le risposte al mostrare amore per te stesso.

3. Esprimi in modo creativo il tuo disprezzo per te stesso

L’arte è una potente pratica di guarigione che ti aiuterà a venire a patti con il modo in cui il disprezzo di te stesso ti sta influenzando.

Una potente pratica artistica è prendere un grande foglio di carta bianca, alcune penne colorate e disegnare te stesso mettendo in risalto la parte sprezzante di te. Quindi, prendi un altro pezzo di carta e disegna te stesso come una persona sinceramente amorevole e compassionevole ti vedrebbe.

Confronta i due disegni. Come ti fanno sentire? Quali ricordi o pensieri sorgono? Potresti scriverli sul retro di ogni disegno.

4. Esplora la domanda: “il mio ambiente mi supporta?”

In altre parole, i tuoi amici ti supportano? I tuoi colleghi ti supportano? Il tuo ambiente di lavoro, famiglia o studio ti supporta?

Quando scrivo “ti supportano”, quello che intendo veramente è sostenerti emotivamente ed elevarti ( lo stipendio ad esempio non è una forma di supporto).

Se ti senti amato e accettato esattamente come sei, sei in un ambiente favorevole. Se, d’altra parte, sei circondato da persone che ti sminuiscono, condannano o spesso ti rifiutano, sei in un ambiente che rafforza il disprezzo di te stesso. Una situazione del genere è tossica e, nell’interesse della tua salute e felicità, ti consiglio caldamente di fare delle pesanti “pulizie di primavera” e allontanare queste persone dalla tua vita se possibile – o allontanarti il ​​più possibile.

Può essere spaventoso cambiare amici, lavoro e abitudini. Può sembrare scoraggiante alzarsi in piedi e fare un cambiamento, nonostante quello che dice la voce dura e critica nella tua testa. Ma hai un guerriero dentro di te e hai il diritto di essere felice, di vivere una vita che ti sostiene.

Quindi pensaci un po’. Valuta la tua vita adesso. Pianifica le vie di fuga. Cerca coloro che ti sostengono e ti elevano. Può richiedere un certo tempo, ma è così che vale la pena fare. Trascurare questa pratica è come cercare di costruire un castello in cima a una palude: è instabile. Eventuali modifiche apportate saranno minate da coloro che ti circondano se non stai attento. Quindi scegli il tuo cambiamento con saggezza.

5. Esplora le tue convinzioni fondamentali (e riformulale)

La tua convinzione fondamentale è la convinzione centrale che hai su te stesso. Tutto il resto della tua vita – le tue abitudini, i comportamenti, il dialogo interiore, le scelte lavorative, gli amici, i partner – ruoterà attorno a questa convinzione centrale. E se questa convinzione è negativa, è una tragedia in divenire.

Le convinzioni fondamentali negative comuni includono:

  • “Io sono cattivo”
  • “Io sono inutile”
  • “Non sono amabile”
  • “Sono difettoso”

Nel mio articolo sulle convinzioni fondamentali (che ti incoraggio vivamente a leggere), ti mostro come arrivare alla radice di questa convinzione centrale e scoprire da solo la tua convinzione fondamentale.

Una volta che hai trovato la tua convinzione fondamentale, è quindi importante riformularla e riprogrammarla. Quindi, ad esempio, se la tua convinzione fondamentale è “Non sono amabile”, allora manterrai come mantra “Sono amabile, sono degno di amore”.

Questo mantra (o affermazione) può essere ripetuto all’infinito durante il giorno ogni volta che sorge un pensiero o una sensazione di disprezzo di sé. Lentamente, sposterai le tue convinzioni fondamentali da qualcosa di tossico / negativo a sano / positivo.

6. Impegnarsi nell’amore per se stessi e nella cura di sé

L’amor proprio e la cura di sé sono impegni e atteggiamenti che portiamo nella nostra vita. Quando percorriamo il sentiero dell’amor proprio, cogliamo ogni opportunità possibile per prenderci cura di noi stessi, indipendentemente da ciò che accade o da chi ci ferisce.

Qual è la differenza tra amore per se stessi e cura di sé, potresti chiederti? Ebbene, l’amor proprio è più diretto verso il cuore e la mente. La cura di sé, d’altra parte, è più orientata al corpo.

In definitiva, l’obiettivo è prendersi cura di tutti i livelli del tuo essere (corpo, cuore, mente e anima).

7. Prenditi cura della tua anima (consapevolezza + meditazione)

Come ho già detto, la perdita dell’anima è alla radice del disprezzo di sé. Quando siamo disconnessi dal Divino ci sentiamo vuoti, morti e persi dentro.

Il modo più semplice per ristabilire una connessione con la tua anima (che è la tua vera natura ) è attraverso la consapevolezza e la meditazione.

La consapevolezza ti riconnette con il momento presente che è dove avviene tutta la magia, e la meditazione ti aiuta a superare il tuo ego e sperimentare la tua anima.

La consapevolezza e la meditazione ti aiutano anche ad affrontare i pensieri autodistruttivi di te stesso diventando consapevole di essi. Una volta che ne diventi consapevole, ne diventi un osservatore, piuttosto che perderti in loro. È un po’ come la differenza tra essere il film e sedersi al cinema e guardare il film in modo rilassato.

La consapevolezza e la meditazione possono essere praticate in qualsiasi momento, ovunque e con qualsiasi cosa. Il bello è che può diventare uno stile di vita, una porta costante verso la libertà dalla sofferenza. E questa è la vera bellezza di pratiche come queste.

Odiare te stesso si basa su un semplice malinteso

In conclusione, voglio sottolineare la semplice verità che odiare te stesso si basa su un fondamentale malinteso sul tuo valore.

Alla radice del disprezzo di sé c’è la convinzione che ci sia qualcosa di intrinsecamente sbagliato, brutto o difettoso in te. Ma semplicemente non è così. 

Sei degno d’amore. Sei degno di essere visto. Sei degno di essere amato e soprattutto di amarti.

Sei un figlio dell’Universo e sei qui per un motivo .

Chi ha il diritto di dire il contrario? (Risposta: nessuno.)

L’unico modo in cui puoi veramente capirlo da solo è iniziare il tuo viaggio spirituale – essere il ribelle, il lupo solitario che si ribella contro i tuoi pensieri  e contro il tuo ego che ama farti sentire inutile.

Rifiutare di essere domato dal tuo condizionamento, da ciò che la tua mente vuole è un tuo diritto di nascita.

È ora di fare un passo avanti e rivendicare la tua auto-sovranità

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